La memoria

2010-01-31 22:14:21 by Luciano Mollea

Il 27 gennaio scorso è stata la giornata della memoria, intesa come giornata del ricordo delle vittime dello sterminio nazita perpetrato durante l'ultima guerra mondiale.
Partiamo da un punto imprescindibile: vedere foto come questa e soprattutto ascoltare i racconti di chi ha visto di persona (es. mia madre) le persone che tornavano dai campi di prigionia, chiude qualunque discorso con esagitati barbuti fanatici della mezzaluna o rappresentati tonaca-vestiti che banfano di deicidio.
Orbene, però, c'è una cosa che non mi tolgo dalla testa. In tutto questo ricordarsi, nel vedere le foto di cui sopra, abbiamo ricordato gli effetti. Gli effetti di una ideologia demente la cui perfetta descrizione è nel titolo di un romanzo di Primo Levi: "se questo è un uomo".
Sì, perchè i prigionieri dei campi di sterminio non erano considerati uomini dagli altri uomini che erano i loro carcerieri.

Orbene, se vogliamo veramente onorare la memoria di queste persone, sia di chi è morto in quei campi sia di coloro che sono tornati devastati nel fisico e soprattutto nell'animo, ci facciamo la domanda più importante? Ossia Perchè? Perchè uomini sono riusciti ad essere così spietati, così incapaci di riconoscere che avevano davanti altri uomini?

La risposta è solo una e si chiama ideologia. Ma non l'ideologia nazista. L'ideologia tout-court. Non a caso nel XX secolo i lager nazisti non sono stati i soli casi in cui uomini hanno ucciso altri uomini considerandoli non-uomini. E' accaduto nell'Unione Sovietica, è accaduto (e forse ancora accade) in Cina e Cambogia, è accaduto (anche nei secoli precedenti al XX) con le peggiori pagine del colonialismo Inglese, Francese, Spagnolo. (1)

Ripeto qui quello che ho già riportato in altre pagine di questo blog, il pensiero di Terry Pratchett che bene riassume tutta la ragione di queste pagine nere della storia umana (di tutta la storia umana, da sempre, in ogni luogo, in ogni tempo, con qualunque governo e forma sociale):

And so, the children of the revolution were faced with the age-old problem: it wasn't that you had the wrong kind of government, which was obvious, but you had the wrong kind of people.

Si finisce sempre lì: sempre a dare la colpa della cattiva situazione in cui versa la società ad una qualche parte di essa, ad un insieme di uomini che vanno cambiati. Vanno cambiati di imperio: tramite leggi, imposizioni, o nelle peggiori situazioni eliminandoli fisicamente o psicologicamente.

Personalmente non so se questo nasce dalle ideologie moderne o se invece è sempre esistito; propendo più per la seconda ipotesi, anche se ritengo che con l'accelerazione degli studi sociali, economici, scientifici che è avvenuta nel XIX secolo, queste follie si sono sistematizzate, hanno avuto una base scientifica (e non solo religiosa), rendendole ancora più odiose, più spietate e più disumane.

Resta comunque una cosa di fondo: ci parlano di ricordare, ma puntano il dito sugli effetti e non indagano sulle cause; per alcuni sarebbe disconoscere sè stessi e tutta la propria vita intellettuale e in fondo è comprensibile, ma non scusabile. Il problema di fondo è che in questo modo la gente rifarà gli stessi errori. E poi piangerà perchè è successo "di nuovo".

 

(1) Accade anche a Rosarno in Italia, giusto ieri; in quest'ultimo caso forse "l'ideologia" come la intendo io non c'entra molto, perchè non contagia il modo di pensare di una intera nazione, ma si limita a zone molto circoscritte, anche se in fondo quelle zone sono uno stato a sè stante rispetto a quello che le contiene. Dubito però che quella situazione sia generata da ideologie sistematizzate, piuttosto deriva dall'istinto animalesco che ancora alberga nell'uomo e lo fa agire seguendo la legge del più forte.

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