Separati in casa

2010-04-22 19:40:27 by Luciano Mollea
 
Quello a sinistra non è abitutato alla vita di un partito: lui da capo di azienda è abituato a dare ordini, a vedere i suoi sottoposti obbedire ed a punire quelli che non fanno quello che devono. E' da biasimare? No. Le aziende funzionano così ed è giusto che sia così. I partiti non sono aziende e quindi sarebbe ora che ci si adeguasse. Non lo farà perchè la sua età è quella che è, i suoi successi elettorali sono quelli che sono, per cui crede di fare bene. La democrazia  però richiede un minimo di mediazione, un minimo di discussione, se tutto è sempre e solo acclamazione del capo, meglio la monarchia.
 
Quello a destra invece è abituato alla vita di un partito, adora la discussione, la mozione, il congresso come sacri feticci, sa che un partito è un conflitto di interessi continuo dove è necessario mediare, mediare, mediare per accontentare tutti. E' da biasimare? No. Lui ha vissuto in un altro mondo rispetto a quello a sinistra, e quindi si è abituato in quel modo.  La democrazia richiede però che la mediazione abbia un termine e si concretizzi in una decisione, che tutti accettino e rispettino, altrimenti meglio l'anarchia.
 
La domanda è: ha senso che questi due continuino a stare assieme? Sono incompatibili. Non accennano da 10 anni a trovare un equilibrio. Sono entrambi caratteri debordanti, sono entrambi alla ricerca di un posto di prestigio. Quello a sinistra c'è riuscito più volte ad averlo, quello a destra mai. Ha sempre provato a fare di testa sua ed è sempre finito scottato. Quello a sinistra non sembra avere voglia di mollare (e d'altra parte continua a riscuotere successi personali), quello a destra invece vaga affannosamente alla ricerca di un posto e tutte le volte finisce scottato. Ma ha senso continuare? Il paese di cui tanto entrambi a parole sembrano volere il bene, ha bisogno di questo continuo logoramento? Sinceramente no. Non ci vedrei nulla di grave se quello a destra, in un sussulto di orgoglio uscisse e fondasse un altro partito o si unisse a qualcuno che c'è già e con assoluta trasparenza dicesse le sue ragioni.
 
Ci vuole orgoglio, però. Ci vuole coraggio. E dopo 20 anni quasi, sono convinto che il soggetto abbia lasciato orgoglio e coraggio a Fiuggi.
 
Nota: sono convinto che Fini potrebbe ripetere con successo quello che è riuscito male a Prodi, cioè aggregare una coalizione di centrosinistra e vincere le elezioni politiche. Se iniziasse oggi oltretutto avrebbe tre anni di tempo per farlo, certo dovrebbe lasciare la Presidenza della Camera perchè la cosa richiederebbe impegno. Ciononostante potrebbe anche cercare consenso là dove Prodi non ha mai guardato, cioè dentro gli elettori del PDL. Sì, certo, Fini è di destra, cosa ci farebbe a sinistra... ma cos'è la destra, cos'è la sinistra (Gaber)?
 
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One Response to "Separati in casa"

  1. Luca Tagliaferri Says:

    L'analisi è ottima; sfortunatamente sono molto pessimista in materia ...

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