Amarcord ferragostano

2009-08-19 08:41:49 by TW

Episodio n° 1

Cortile di villa con giardino e grigliata fumante. Lei è seduta al tavolo. Davanti ha una ciotola colma di verdure, tra cui spiaccano evidenti verdure estive come sedano e finocchi a julienne. Mangia pane integrale. Beve qualcosa di orribile dalla scritta "Ad alto contenuto di fibre". La discussione verte sulla presenza di copioso aglio per le bruschette (che fatte sulla griglia non hanno pari).

Lei: "Ma se non lo digeriamo l'aglio, perché lo mettete? Che senso logico ha mangiare qualcosa che l'intestino non digerisce?".

 

Episodio n° 2

Dopo grigliata alcoolico e accaldato. Lei (diversa da quella di prima) guarda i cani e sentenzia: "Certo che chi ha dato i nomi ai cani non sa molto le lingue ... Doberman ... casomai Doberdog!".

Intervista a Giangiacomo Dindi

2009-07-15 22:54:55 by TW

Il blog riprende la serie delle interviste "famose". Oggi risponde alle nostre domande Giangiacomo Dindi, designer, pubblicitario, esperto di comunicazione. Già firma di famosissime pubblicità (tra cui quella della mostarda Dondi), fattura, mediante la sua azienda, quasi 2 milioni di euro all'anno. Oggi ci commenta il panorama degli spot e della comunicazione.

Dottor Dindi, è un piacere averla con noi. Iniziamo, lei è pubblicitario, designere, esperto di comunicazione ed imprenditore. Dimentichiamo qualcosa?

Si, sono frocio.

 

Ah ecco, ci scusi. Senta, come le pare il panorama odierno dei messaggi pubblicitari o dei "consigli per gli acquisti"?

Beh, come sempre i messaggi veicolati dalla pubblicità ricalcano in qualche modo i sentimenti sociali, le tensioni, le paure, le euforie. Non a caso, negli ultimi anni, abbiamo assistito ad un incrudelire di certi messaggi, che andavano di pari passo con alcune crescenti tensioni sociali.

 

E quali sono i punti fondamentali su cui verte la pubblicità di oggi?

Alla fine sono sempre i soliti i messaggi. Si ammicca, si fa intravedere, si allude, si esagera, si shocka, si illanguidisce, si sdilinquisce, si eccita ... il fine è sempre lo stesso, ma cambia il modo.

 

Chi gioca il ruolo fondamentale nella pubblicità?

Sicuramente la donna. Ancora oggi una fetta consistente di pubblicità gira attorno a quelle stronze cretine!

 

Ma Dottor Dindi!

Si, mi scusi ... è che a volte perdo la calma quando vedo o penso a certe cose ... mamma mia ... sono tutto sudato ...

 

Si vabbè. Senta: come mai la donna monopolizza ancora i messaggi pubblicitari?

Perché sia l'uomo che la donna sono ricettivi ai messaggi femminili. Curiosamente, molte pubblicità di prodotti tipicamente femminili sono comunque incentrati sulla donna e non sull'uomo. La donna, insomma, veicola un messaggio più credibile, chiaro, diretto e sessuale ...

 

Sessuale? Ma insomma ... non tutte le pubblicità sfruttano la donna in questo modo.

Invece si. Ci pensi. La donna è sempre mercificata nelle pubblicità come oggetto sessuale. Ed i messaggi non sono nemmeno molto velati. Le elenco, in ordine, i messaggi veicolati da queste putt ... ehm ... testimonial ...

  1. Fiammetta è la prima che prendiamo in considerazione. Nei primi spot (della TIM, ndr) appare di schiena, quasi invisibile. Un ammiccamento e poche parole pronunciate con la "r" moscia. Ed una cascata di capelli biondi. Poi, si svela intrigante, bellissima e ottima musicista. Si capisce bene che piace a tutti, ma a lei piace il solo che non la caga. Il tempo di portare il trabiccolo in spiaggia ed è già seminuda, chiappe al vento che si spara tra le onde come un siluro. E poi, ultimamente, balla. Ma guardate bene, il messaggio è decisamente sessuale: i capelli biondi e lisci sono un ricordo. Ora è scarmigliata e con una ricrescita scura peggiore di quella della Ventura. Si vede che è tinta. E poi ha l'aria sbattuta. Balla come se non potesse fare altro. E' schiava dei 3 tipi del furgoncino ... anzi, dei 2 ... visto che uno è quello scemo che compone e che ruba il mestiere al falegname.
  2. Poi viene la signorina Boccasana. Che dire ... boccasana ... serve commentare ulteriormente? Casualmente le urlano "Boccasana" per strada, da una moto in corsa. Anche qui, direi che l'immagine è chiara.
  3. La mia preferita però rimane quella del Chilly, che ama le sensazioni forti e decise. E le ama mentre brandisce dei cubetti di ghiaccio, vestita con un completino aderente che non aspetta altro di essere strappato a morsi. Ma chi non gliele farebbe provare le sensazioni decise ad una così? Scommetto che anche molte donne avrebbero voglia di strapazzarla un po' ... ecco perché il messaggio funziona.

 

Ci ha svelato un sacco di segreti. Ci congediamo con un'ultima domanda: ma lei come vede la posizione sociale (e quindi nella pubblicità) della donna oggi?

Come nella pubblicità, in una posizione di comando: imprenditrice unica e decisa del pistoncino del chilly.

Seconde nozze con la morte

2009-07-02 09:52:36 by TW

Era da un po' che volevo scrivere dell'oblio indemocratico gettato dalla morte su alcuni personaggi. Si dice che non vi sia nulla di più democratico della morte. Non è vero. Ci sono casi particolari in cui anche la morte perde la sua democraticità. In cui si deve inchinare alle regole dello sciò bisnes.

E' il caso dei "morti secondi". Personaggi che hanno avuto la sfortuna (oppure in realtà la fortuna, non saprei dire) di scomparire a pochi giorni (talune volte anche a poche ore) di distanza da un personaggio molto più in voga o famoso di loro. E che, per questo, sono stati quasi completamente dimenticati. Sono, di fatto, in seconde nozze con la morte ...

Ci sono esempi eclatanti:

  • Madre Teresa di Calcutta muore pochissimi giorni dopo Lady Diana . Il bailamme mediatico ci perfora lo scroto per anni con la storia del tunnel, della mercedes, di lei che porcheggiava con l'arabo, dei complotti, dell'autista sbronzo ... e Madre Teresa (beata e premio Nobel per la Pace) viene tumulata in silenzio.
  • Il premio sfiga va però a Roland Ratzenberger , pilota di formula 1. Certo che al volante di una Simtek ... dove pensava di andare? E poi lui si è schiantato nelle qualifiche, mentre di tutt'altra caratura è la morte, il giorno dopo, di Ayrton Senna. Su su ... quanti si ricordano del povero Ratzy?
  • Storia recente è quella di Michael Jackson e Farrah Fawcett. Probabilmente sono morti a poche ore di distanza, addirittura. Se le notizie su Jacko impazzano in tv e sui giornali, dell'angelo biondo pare essersi ricordato solamente Gramellini (per altro in un articolo davvero commovente). 
Non c'è bisogno di un Messia per vincere la morte. Bastano due giornali e un po' di tv.

Jacko: "Mad"

2009-06-29 10:10:17 by TW

Giusto per fugare immediatamente eventuali dubbi, io non sono mai stato un fan di Michael Jackson. Non ho mai comprato un suo album, nè ne ho mai scaricato alcuno. Certo, come tutti anche io ho canticchiato le sue canzoni. Come tutti, anche io plaudo all'incredibile longevità di album come "Bad" e "Thriller". Anche io riconosco in Jacko un personaggio unico, carismatico, innovatore.

Le vicende private e legali del suddetto, sinceramente, mi appassionano molto poco. Probabilmente, il privato di certi personaggi ci risulta così triste e amorale proprio perché cessa di essere privato e viene gettato sulla scena pubblica. Pur non essendone mai stato un ammiratore particolare, preferisco ricordarlo come cantante, ballerino, musicista, quello che volete, senza altri commenti sulla sua vita privata.

Quello che sorprende, spesso, della morte di personaggi illustri come Jacko è la silenziosità della dipartita, contrapposta al roboante suono della loro vita. E la contrapposizione contribuisce ad ingigantire quell'alone di mistero che ogni grande morte si porta appresso. Diciamocelo, che morte sarebbe se non fosse "grande" e "sregolata" come è stato l'artista in vita?

Sregolato ... a tal punto che non so se il titolo "Bad" fosse il più azzeccato. Weird Al Jankovic propose, ai tempi, "Fat ", in un geniale remake del video. Io, semplicemente, propongo "Mad".

Vincere ... e vinceremo!

2009-06-25 09:22:40 by TW

Mi pare che sia opportuno fare un breve sondaggio tra gli italiani, per capire bene quale sia il significato che attribuiscono alla parola "vittoria". Mi sorge il dubbio che molti compatrioti (e probabilmente anche qualche straniero, ma qui subentra il problema della lingua e della semantica, troppo complicato da discutere qui) abbiano un concetto di vittoria differente da quello che ho io. Ovviamente, non significa che io abbia ragione, ci mancherebbe. Però è indice che molto probabilmente loro hanno torto.

Procediamo per esempi, assolutamente astratti.

Esempio 1. Supponiamo che il leader di un partito disastrato (chiamiamolo, per brevità, PD ... partito disastrato) alle elezioni subisca una batosta che, di fatto, segni un netto arretramento del proprio partito ed uno dei punti più bassi raggiunti negli ultimi anni. Supponiamo, poi, che alle medesime elezioni il partito dei laiani (chiamiamolo, per brevità, PDL ... partito dei laiani) ottenga un risultato che lo pone eoni avanti al PD. Tuttavia, supponiamo anche che questo PDL segni anch'esso un arretramento rispetto, che so, a qualche anno prima, o alle elezioni precedenti. Ebbene, se voi foste il leader di questo fantomatico PD, dichiarereste la vostra vittoria? Ma c'è di più. Supponiamo che alla fine il PDL abbia sopravanzato il PD, ma di una percentuale minore rispetto alle aspettative. Secondo voi, si può parlare di vittoria? E ancora, supponendo che il vostro partito, viste le acque in cui naviga, debba in qualche modo rinverdirsi (non di colore, ma di persone, di menti, di idee, di metodi), vi ricandidereste per la sua segreteria?

Esempio 2. Supponiamo che un team automobilistico, molto blasonato, decida di prendere per i coglioni la federazione, dopo anni di malgoverno e di pervicaci tentativi per rendere quella disciplina la più noiosa e costosa del mondo. Supponiamo che questo team vada alla rottura, piuttosto di cedere alle pressioni (e in alcuni casi anche alle lusinghe) della federazione. Supponiamo che dopo dichiarazioni e controdichiarazioni, la federazione ammaini la bandiera e si pieghi alle richieste di questo team. Considerereste questa una vittoria? Ma c'è di più. Supponiamo anche che, contrariamente a quanto avviene per il PD, il "segretario" della federazione non si ricandidi.

Sapete cogliere le 7 piccole differenze?