Il blog riprende la serie delle interviste "famose". Oggi risponde alle nostre domande Giangiacomo Dindi, designer, pubblicitario, esperto di comunicazione. Già firma di famosissime pubblicità (tra cui quella della mostarda Dondi), fattura, mediante la sua azienda, quasi 2 milioni di euro all'anno. Oggi ci commenta il panorama degli spot e della comunicazione.
Dottor Dindi, è un piacere averla con noi. Iniziamo, lei è pubblicitario, designere, esperto di comunicazione ed imprenditore. Dimentichiamo qualcosa?
Si, sono frocio.
Ah ecco, ci scusi. Senta, come le pare il panorama odierno dei messaggi pubblicitari o dei "consigli per gli acquisti"?
Beh, come sempre i messaggi veicolati dalla pubblicità ricalcano in qualche modo i sentimenti sociali, le tensioni, le paure, le euforie. Non a caso, negli ultimi anni, abbiamo assistito ad un incrudelire di certi messaggi, che andavano di pari passo con alcune crescenti tensioni sociali.
E quali sono i punti fondamentali su cui verte la pubblicità di oggi?
Alla fine sono sempre i soliti i messaggi. Si ammicca, si fa intravedere, si allude, si esagera, si shocka, si illanguidisce, si sdilinquisce, si eccita ... il fine è sempre lo stesso, ma cambia il modo.
Chi gioca il ruolo fondamentale nella pubblicità?
Sicuramente la donna. Ancora oggi una fetta consistente di pubblicità gira attorno a quelle stronze cretine!
Ma Dottor Dindi!
Si, mi scusi ... è che a volte perdo la calma quando vedo o penso a certe cose ... mamma mia ... sono tutto sudato ...
Si vabbè. Senta: come mai la donna monopolizza ancora i messaggi pubblicitari?
Perché sia l'uomo che la donna sono ricettivi ai messaggi femminili. Curiosamente, molte pubblicità di prodotti tipicamente femminili sono comunque incentrati sulla donna e non sull'uomo. La donna, insomma, veicola un messaggio più credibile, chiaro, diretto e sessuale ...
Sessuale? Ma insomma ... non tutte le pubblicità sfruttano la donna in questo modo.
Invece si. Ci pensi. La donna è sempre mercificata nelle pubblicità come oggetto sessuale. Ed i messaggi non sono nemmeno molto velati. Le elenco, in ordine, i messaggi veicolati da queste putt ... ehm ... testimonial ...
- Fiammetta è la prima che prendiamo in considerazione. Nei primi spot (della TIM, ndr) appare di schiena, quasi invisibile. Un ammiccamento e poche parole pronunciate con la "r" moscia. Ed una cascata di capelli biondi. Poi, si svela intrigante, bellissima e ottima musicista. Si capisce bene che piace a tutti, ma a lei piace il solo che non la caga. Il tempo di portare il trabiccolo in spiaggia ed è già seminuda, chiappe al vento che si spara tra le onde come un siluro. E poi, ultimamente, balla. Ma guardate bene, il messaggio è decisamente sessuale: i capelli biondi e lisci sono un ricordo. Ora è scarmigliata e con una ricrescita scura peggiore di quella della Ventura. Si vede che è tinta. E poi ha l'aria sbattuta. Balla come se non potesse fare altro. E' schiava dei 3 tipi del furgoncino ... anzi, dei 2 ... visto che uno è quello scemo che compone e che ruba il mestiere al falegname.
- Poi viene la signorina Boccasana. Che dire ... boccasana ... serve commentare ulteriormente? Casualmente le urlano "Boccasana" per strada, da una moto in corsa. Anche qui, direi che l'immagine è chiara.
- La mia preferita però rimane quella del Chilly, che ama le sensazioni forti e decise. E le ama mentre brandisce dei cubetti di ghiaccio, vestita con un completino aderente che non aspetta altro di essere strappato a morsi. Ma chi non gliele farebbe provare le sensazioni decise ad una così? Scommetto che anche molte donne avrebbero voglia di strapazzarla un po' ... ecco perché il messaggio funziona.
Ci ha svelato un sacco di segreti. Ci congediamo con un'ultima domanda: ma lei come vede la posizione sociale (e quindi nella pubblicità) della donna oggi?
Come nella pubblicità, in una posizione di comando: imprenditrice unica e decisa del pistoncino del chilly.