Differente caratura
2009-06-22 12:44:35 by TWLe italiche gesta nel mondo sportivo sono, ultimamente, oggetto di sberleffo da più parti. Sovente, tale sberleffo è pure meritato. Non ho intenzione di dilungarmi nel commentare la sudafricana prematura uscita di scena delle scimmie in mutande che tirano pedate ad una vescica, ma mi concentrerò su altri due temi che mi stanno decisamente più a cuore (sarebbe meglio cambiare organo e dire che mi stanno rovinando il fegato, ma pazienza).
Come sempre, quando c'è una notizia brutta e una bella, si inizia dalla brutta. Chi volesse iniziare dalla bella, prima di tutto è un gran rompicoglioni comunista, poi faccia la fatica di mettere il segno meno al proprio sistema di riferimento antropometrico e continui a leggere in rigoroso silenzio.
Italrugby. Sta diventando una barzelletta. Di quelle brutte, anche. Di quelle che a metà hai già capito come va a finire, sai che non ti farà ridere per nulla, e continui a sentirla con un sorriso ebete in faccia per non deludere l'interlocutore. Gli interlocutori, in questo caso, non sono delle scimmie in mutande che tirano pedate ad una vescica. Eh no! Sono rissosi oranghi in mutande che si portano appresso una vescica. Dopo la cucchiaiata lignea presa al 6 nazioni (notare come l'Italia al 6 nazioni sia assimilabile agli imbucati alle feste ...), ci si attendeva un pavido cenno di ripresa. Che, ovviamente, non c'è stato. Il test-match col Sudafrica è storia da dimenticare. Sarebbe meglio ricordarsi, però, delle ataviche incapacità italiche sul campo: incapacità di creare gioco, incapacità di trovare soluzioni innovative; incapacità di addossarsi la responsabilità, incapacità di difendere al momento giusto, incapacità di attaccare al momento giusto, incapacità di fare male le poche volte in cui se ne ha l'occasione, incapacità di nascondere le debolezze, incapacità di pensare alla soluzione dei problemi subito invece di rimandare tutto "alla prossima occasione". Si, sto parlando della nazionale di rugby e richiamate all'ordine la vostra mente deviata che stava già pensando alla classe dirigente ed alla società!
Ferrari. Che le simpatie per la scuderia di Maranello possano subire degli alti e bassi, è comprensibile. Specie dopo un quinquennio e più di gestione Soccmacher-Alvaro Vitali. Però ragazzi ... sti giovani di Maranello adesso iniziano a piacermi. Sarà che hanno capito che a Mosely in fondo piace essere frustato sul culo, sta di fatto che le ultime prese di posizione sono commoventi. Soprattutto per chi, facilitato dalla provenienza del sangue, immagina come avrebbe risolto la questione il vecchio Drake. Questione di caratura.
Allo sport italico in disgrazia aggiungerei anche le nazionali di spilungoni. Nel basket, dopo aver sfiorato l'oro alle olimpiadi di Atene (ancora adesso mi commuovo per le prestazioni di un Mr Nessuno come Soragna), abbiamo collezionato solo una serie di figuracce, culminate con l'eliminazione degli europei prendendole pure dalla Finlandia, che fino all'altro ieri ci giocava con i canestri appesi ai palchi delle renne. Il volley invece per un decennio è riuscito a vincere tutto tranne l'unica cosa che contava sul serio, ma da qualche anno ha invertito tendenza pure lui, aumentando la costanza: adesso perde tutto pure lui, comprese le cose che contano. Non ricordo troppo la staffetta 4x100 alle Olimpiadi, solo perché vincendo in Coppa Europa nei giorni scorsi hanno acquisito in piccolo bonus sulle derisioni che devono ancora ricevere Non parliamo poi degli sport singoli, come il ciclismo: è da due anni che non vinciamo neppure più il Giro, dove, secondo le regole UCI per le grandi corse a tappe, i corridori di casa possono sempre doparsi il doppio (sì, la regola vale pure per i francesi al Tour, ma la dose necessaria al miglior gallico per rimanere in classifica è mortale) (ben tornato!)