SenzaBenza

2007-09-07 18:24:01 by TW

La lunga estate calda ha tormentoni che si rincorrono anno dopo anno. Si parla d'incendi: il 2007 da questo punto di vista è stata un'annata eccellente. Si parla di traffico: bollini rossi e neri cacciati a caso sul calendario per poi scoprire che quasi sempre le code sono altrove e in altro momento. Si parla di morti della strada: ridicolizzando, con un ddl che i ministri hanno approvato già in costume da bagno, tutti i morti degli anni precedenti e di altri esodi (Natale, Pasqua, Pasquetta, ...).

Un po' meno si parla di carburante. O meglio, in genere è un argomento più invernale che estivo, anche se basta dare un'occhiata agli storici sul prezzo della benzina e si scopre come gli aumenti siano in buona parte correlati anche con gli esodi vacanzieri. Per nostra fortuna quest'anno ci ha pensato Bersani. Il suo cazzodurismo al limite del sarkozismo ha finalmente inserito una lama rovente nella piega dei petrolieri. I quali, tremanti e flatulenti, temendo una ritorsione da parte del ministro di ghisa che li ha convocati, hanno subito aggiornato i listini. Della benzina però. Non del gasolio. Va bene, veniamo al dunque. In Italia, per ammissione stessa di Bersani, nessuno può stabilire il prezzo della benzina se non i produttori, cioè i petrolieri. Allora uno si chiede a cosa serve convocarli, visto che tanto possono fare gli affari propri. Ancor più grottesco è il siparietto in cui il ministro dice che i petrolieri ci marciano, i petrolieri dicono che non è vero, e che il prezzo del carburante in Italia è smoderatamente innalzato dalle accise amministrative. Allora? Non bastavano solo i petrolieri a prenderci per il culo? Ci vuole anche il ministro?

Sperando di fare cosa gradita al ministro Bersani e volendolo aiutare a sarkozarsi maggiormente, per il bene suo e nostro, raccogliamo un po' le idee, così che al rientro dalle vacanze, dismesse mutande da bagno e pancere, i collaboratori del ministro abbiano modo di riflettere.

  1. Il Governo di uno Stato non può farsi prendere per il culo da nessuno e non può permettersi, per rispetto dei propri cittadini, di contrattare con delinquenti, terroristi e disonesti in generale. Imparare, per favore, la lezione di Aznar in Spagna e quella (ahimè ... deludente) di Zapatero. Quindi, se appena convocati, i petrolieri abbassano i prezzi della benzina, sono in malafede. E ci stanno prendendo per il culo. Pertanto, se esite un'Authority, un garante, o un coglione qualsiasi responsabile di osservare come vanno le cose, dovrebbe essere investito di poteri amministrativi ed erogare una sanzione a tutti i petrolieri, indistintamente, per "manifesta malafede". Che l'importo sia pari al totale della finanziaria prevista per il 2008. Possono permetterselo, non temete.
  2. I petrolieri firmano i contratti per le forniture di materia prima (greggio) con 4 anni di anticipo. Pertanto, le oscillazioni relative a crisi, guerre, carenze, tensioni internazionali, non potrebbero avere ripercussioni che 4 anni dopo. Anche qui, esiste un ente in grado o con i poteri per controllare?
  3. Perché viene ritoccato al ribasso il prezzo della benzina e non del gasolio per autotrazione? Sarebbe opportuno che i Ministeri dei Trasporti e dello Sviluppo Economico, ci facessero sapere con precisione qual è la percentuale di vendite di gasolio e di benzina in corrispondenza degli esodi. A quel punto sarebbe facile far di conto (casomai rivolgetevi a qualche membro di questa community se foste in imbarazzo con l'aritmetica) e scoprire che per i lunghi viaggi e gli esodi si vende molto più gasolio che benzina e che quindi ritoccare il prezzo della benzina è un'esca per i totani e le arselle. Scusate, volevo dire le Bersanelle.
  4. Il prezzo della benzina è determinato da una semplice uguaglianza: P = M+R+D+A. Dove P è il prezzo finale della benzina, M è il prezzo della materia prima (bloccato da accordi quadriennali coi produttori arabi!), R è il costo di raffinazione, D sono le spese di distribuzione e A sono le accise e imposte statali. Il problema, secondo il governo, è il valore di P. Generico, no? Secondo i petrolieri il problema è A ed M (ma lo dicono meno perché facilmente sbugiardabili); secondo le associazioni dei consumatori il problema è D (rete vecchia ed inefficiente e troppa frammentazione). Ovviamente ci prendono tutti per il culo: il problema è R. Chissà come mai gli arabi ci vendono petrolio e mai benzina già raffinata! Perché costa. E costa caro se non ci sono impianti moderni. In Italia, le raffinerie hanno una capacità limitata di sfornare litri al giorno di benzina. Necessiterebbero nuovi impianti, ma causa Verdi e opposizioni locali varie (no-TAV, no-inceneritore, no-base militare, ...), che nessuno ha mai avuto il coraggio di reprimere nel sangue, è impossibile anche solo pensarci. Quindi, seguendo la legge della domanda e dell'offerta, a parità di offerta quando la domanda (leggasi il consumo di carburanti) è maggiore, il prezzo sale.
Sveglia! Bersani, al suo rientro per cortesia, legga queste poche righe. Se vuole, visto che Lei indossa gli occhiali, gliele posso mettere anche in carattere più grande. Ma le legga. E istituisca, per piacere, una commissione di vigilanza fatta di persone che se ne intende: i camionisti. Anche perché, a ben pensarci, se le accise non mutano nel tempo e il prezzo del brent è fissato per tutti in borsa, il prezzo della benzina dovrebbe oscillare in maniera coerente in tutta Europa. Succede? E' mai stato studiato? Perché?
Posted in Interni ed Interiora

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