Un'iniziativa degna di supporto

2008-08-07 11:24:33 by Bruno Gianardo

Se ne avete anche voi le palle piene di essere subissati da miriadi di opzioni inutili e gadget concepiti appositamente per gabbare i gonzi quando chiamate un call center per un problema di telefonia, firmate la petizione!

Concetti molto pericolosi

2008-07-31 12:14:42 by Bruno Gianardo

A Torino c'è il problema del Tossic Park: è noto da tempo.
Secondo me le forze dell'ordine, in questo periodo, stanno facendo un ottimo lavoro per diminuire l'afflusso di disperati e pusher, e non sarebbe neanche inopportuno l'intervento dell'esercito, al quale plaudono i gestori di esercizi commerciali della zona.

Però c'è chi non è d'accordo con questa linea: è il caso ad esempio di Emir Kusturica, regista e musicista noto ai più e benedetto da un successo che sincerament ho sempre faticato a comprendere.

Martedì sera ha tenuto un concerto al Parco Stura e non ha trovato di meglio che puntare il dito verso le istituzioni, ed elargire giustificazioni a palate per tutti sciorinando uno spicilegio di luoghi comuni da fare invidia ai migliori (peggiori) retori che affollano le aule del nostro Parlamento.

Per la gioia dei paladini del faccioilkazzokevoglio e del tuttidirittinessundovere, ha dichiarato che il fatto che il Parco Stura sia terreno franco di compravendita di sostanze stupefacenti è colpa della società dei consumi e del carattere repressivo delle forze di polizia.
Eh già, è SEMPRE colpa degli altri: è la professoressa che ce l'ha con me, è il vigile che ce l'ha con me, è il mio capo che ce l'ha con me. Non sono mai IO ad aver fatto qualcosa che non va, IO sono sempre giustificabile!

Come dice sovente un mio caro amico, ogni volta che si punta il dito verso qualcuno, osserviamo la mano: ci sono altre tre dita che puntano verso noi stessi! Sarebbe ora di imparare a valutare anche e SOPRATTUTTO le PROPRIE responsabilità in quello che ci capita quotidianamente, invece di prendersela con gli altri!

Le affermazioni di Kusturica, a parte essere facile propaganda per gonzi autocompiaciuti, sono estremamente fallaci: come si possono accusare di essere eccessivamente repressive le forze di polizia in un Paese in cui non si riesce a trattenere in galera un criminale fino al processo prima che scadano i termini di custodia cautelare? E in cui il Codice di Procedura Penale è farcito di norme e commi a tutela dell'indagato che non hanno pari negli altri paesi (quelli sì) civili?
Ed è anche ora di piantarla con questa sociologia di strapazzo in cui la società dei consumi è vista come origine di tutti i mali: certo non tutti abbiamo il medesimo "potere d'acquisto", questo è palese. Ma tutti quelli che riescono a vivere rendendosi conto delle proprie risorse senza essere schiavi delle mode e magari facendo qualche sacrificio (ad esempio non andare in vacanza tutti gli anni, o almeno ridurre il periodo di villeggiatura) cosa sono, mosche bianche?

Un idiota

2008-07-25 12:28:56 by Bruno Gianardo

Sia negli atti che (soprattutto) negli atteggiamenti e nei commenti.
Degno rampollo. Giovanni Agnelli (quello serio) si starà rivoltando nella tomba.

Altro argomento controverso...

2008-07-22 09:35:25 by Bruno Gianardo

...ed altro parere sul quale non c'è nulla da commentare, ma solo leggere e stare zitti.

Parlare con cognizione di causa

2008-07-18 14:13:18 by Bruno Gianardo

Dopo la controversa vicenda di Piergiorgio Welby, eccone una ancora più complicata (perché lei non può dire la sua nel contesto): l'autorizzazione alla sospensione delle cure per Eluana Englaro.

Entrambi i casi hanno un forte punto in comune: che ci sono pletore di persone che si arrogano il diritto di quali decisioni debba o non debba prendere la famiglia, basandosi solo su vaghi concetti di "giusto" e "sbagliato" che provengono da un'interpretazione manichea (e sovente strumentale, vero Ferrara?) dei dettami della Chiesa. Ovviamente i suddetti signori (e intendo anche tutti i papaveri benpensanti della CEI) non hanno la minima idea di cosa voglia dire essere un ammalato cronico in tali condizioni, oppure doverne assistere quotidianamente uno.

Ecco quindi che vi invito a leggere la testimonianza della signora Marina Garaventa, una donna 48enne costretta a letto da una malattia simile a quella di Welby, pubblicata su La Stampa.

Non credo siano necessari ulteriori commenti.