Tax vobiscum!

2010-03-12 09:11:47 by Bruno Gianardo
Un paio di giorni fa, tra i messaggi che i lettori mandano al giornale Metro, mi ha colpito quella di un tale Felipe, che auspicava con toni esasperati una tassazione più forte sui soggetti più abbienti.

Essendo un argomento sul quale sono abbastanza sensibile, ho pensato di inviare un messaggio di risposta e - udite udite - addirittura il direttore Fusco mi ha risposto sulle pagine del quotidiano.

Riporto qui di seguito lo scambio di missive (le parti tra parentesi quadre sono quelle che non sono state pubblicate dal giornale...sicuramente per questioni di spazio...)

BG:

Vorrei rispondere al sig. Felipe che auspica vengano fatte pagare più tasse ai ricchi. [Secondo me] questa visione, molto demagogica alla Robin Hood, è decisamente illogica, e il suo effetto sarebbe solo quello di vessare ulteriormente il ceto medio. Perché io devo pagare lo Stato su cose che sono già mie e ho già pagato? [Quale valore aggiunto mi dà lo Stato sui miei beni?] Io ritengo che sia giusto pagare un contributo allo Stato, ma a fronte di un servizio o di un bene percepito, non semplicemente perché ho delle sostanze: [balzelli come il Bollo Auto, il Canone RAI e l'imposta di bollo sui conti correnti sono decisamente inconcepibili (come l'ICI, che fortunatamente è stata rimossa)]. Ci sono poi dei servizi di base che lo Stato deve garantire a tutti (in primis la sanità): per finanziarli però si potrebbe cominciare con l'eleiminare gli sprechi e ridistribuire logicamente i soldi erogati: è proprio necessario avere una media di 30 deputati e 15 senatori per regione o ne basterebbero un terzo? [E' necessario che esistano ancora Regioni a Statuto Speciale che costano milioni di euro l'anno all'amministrazione centrale? E ci sarebbero anche altri esempi!]

Fusco:

Ma caro "bg", in tempi di magra chi dovrebbe pagare più tasse o, detta meglio, contribuire a una migliore redistribuzione delle risorse? Tutte le lamentazioni che lei rivolge allo Stato, i meno abbienti le vivono anche di più, non potendosi permettere, per parlare di sanità, le strutture private. E sempre in tema: è normale che una persona facoltosa abbia tutto pagato, dalle medicine ai ricoveri, né più né meno di un disperato? 

Non sapendo se il giornale deciderà di pubblicare la mia replica, la riporto qui di seguito:

BG:

Caro direttore, mi fa piacere che abbia risposto alla mia lettera. Mi sorprende la sua prima domanda, perché mi sembrava di aver esplicitato il concetto nella mia mail: secondo lei riducendo il numero dei parlamentari ad un terzo dell'attuale lo Stato non si troverebbe con una liquidità tale da garantire una miglior politica di welfare per tutta la cittadinanza? O intervenendo in altre aree di macrosprechi evidenziate da numerosi analisti e giornalisti (libri come "La Casta" e simili contengono un esaustivo elenco dei capitoli e delle entità dei soldi gettati al vento)? Sulla seconda domanda: un criterio sensato in base al quale distribuire gli aiuti e le sovvenzioni mi sembrerebbe più la gravità della patologia che non il reddito del paziente, stipulando convenzioni tra il Servizio Sanitario e tutte le strutture private italiane, imponendo inoltre sanzioni più severe delle attuali per i casi in cui si aggiri il codice deontologico per favorire l'incasso invece della salute del paziente. 

Vedo che va sempre per la maggiore l'atteggiamento demagogico dell'accanimento verso i più facoltosi invece di prendersela con l'incapacità e la connivenza dello Stato, che per mantenere lo "status quo" dei potentati a vario livello (quelli che quasi tutti i giornalisti da Stella a Travaglio a Vulpio chiamano con cognizione di causa "miliardari di stato") non è in grado di razionalizzare il proprio impianto risparmiando fior di quattrini che potrebbero essere utilizzati in modo utile ed anche solidale invece di imporre balzelli, tasse e guiderdoni sui cittadini!

Nei prossimi giorni vi farò sapere se mi avranno risposto...

Berto l'Aso

2010-02-12 17:13:41 by Bruno Gianardo
Gira che ti rigira, eccolo là che anche Bertolaso è stato indagato per il classico dei classici: corruzione con contorno di escort...

Sull'argomento è interessante l'editoriale di Alberto Infelise su Metro, col quale concordo in toto e che riporto qui per salvarlo dall'oblio...

CHERCHEZ LA PROSTITUéE

I casi sono due: o le mignotte le passa l'Inps e a noi non ce l'avevano detto, oppure c'è qualcosa che non funziona. Posto che "diecimila lire per sentirsi dire micio, bello e bamboccione" rappresentano un investimento tradizionale con radici antichissime che ci guardiamo bene dall'esecrare, stupisce più di un po' che tutti questi uomini potenti, ricchi, persino in qualche caso di una certa avvenenza, senza peripatetiche non ci possano proprio stare.
Inutile ripetere l'elenco dei nomi di tutti i famosi colti in flagranza di meretricio, siano essi utilizzatori finali, utilizzatori anali o semplici curiosi. Il detto secondo il quale "dietro ogni grande uomo c'è sempre una grande donna" (che a suo modo era già una bella vaccata) pare essersi ribaltato in "davanti - o anche sotto o anche sopra - a un grande uomo c'è quasi sempre una zoccola".
Non è per fare moralismo, i soldi ognuno se li spende come vuole: è più per machismo.

A parte che questi uno se li immagina indaffaratissimi a fare cose utili per la collettività e invece li scopriamo correre da una parte all'altra nella speranza di farsi una ciulata, ma lorsignori proprio non ne trovano di femmine, maschi o trans che gliela/o diano così, per simpatia?

Piccola postilla: in epoca di intercettazioni telefoniche urbi et orbi, come è possibile che ci sia ancora in giro gente che parla al telefonino di volersi "ripassare"una pur brava professionista non appena possibile? 

Sotto assedio

2010-02-10 10:27:32 by Bruno Gianardo
Partiamo da un dato di fatto.
La Lazio è terz'ultima in serie A.
Perché gioca da fare schifo e l'allenatore non è in grado di dare una fisionomia alla squadra.

Fin qua nulla di trascendentale.
Se non fosse che i tifosi (giustamente) delusi ed esasperati non hanno trovato di meglio da fare che fare (INGIUSTAMENTE) leva sui referenti politici della capitale per cambiare una situazione che con la politica non c'entra un fico secco.

Pare che costoro abbiano minacciato di boicottare la candidata del PdL alle regionali se qualcuno non avesse fatto in modo di togliere Ballardini dalla panchina della squadra per darla in mano a Edy Reja.

Ora, mentre questa uscita è sicuramente eccessiva ma comprensibile, quel che assolutamente è delirante e fuori da ogni raziocinio è la reazione del sindaco Alemanno e dei vertici dell'ex-Alleanza Nazionale che, invece di dire ai suddetti signori di stare calmi e farsi furbi, hanno appoggiato la mozione intervenendo direttamente nei colloqui tra la società e l'allenatore, definendo un'eventuale retrocessione come "inaccettabile" e profetizzando caos e disordini pubblici nella nefasta eventualità di discesa in serie cadetta.

Il succo del discorso è: "State tutti ben attenti affinché la Lazio non scenda in serie B, sennò si rischia l'insurrezione!"
Mi aspetterei esternazioni di questo tipo in una dittatura stile Nicaragua degli anni '70, non dal sindaco di una capitale europea!
E purtroppo non è neanche una prima assoluta, perché già ai tempi della crisi del Napoli, Rosa Russo Iervolino si era lanciata in proclami dello stesso tenore, a riprova del fatto che la brillantezza e la lucidità mentale sono assolutamente bipartisan.

Personalmente auspico le seguenti cose:
1) che la Lazio RETROCEDA in serie B se se lo merita, come già accaduto a lei stessa e a squadre ben più blasonate che hanno accettato l'inevitabile con sicuramente maggior dignità;
2) dirò di più: che la Lazio FALLISCA! D'altronde è ancora ben impressa nella mente di tutti (soprattutto degli imprenditori) l'indecente regalia elargita dal fisco, che le ha consentito di spalmare 110 milioni di debiti in 23 anni...
3) last but not least: che in caso di rivolte popolari post-retrocessione intervenga un redivivo Fiorenzo Bava Beccaris a gestire le intemperanze del tifo!

Stavo per aggiungere un quarto punto, ossia che la politica assurga ad un nuovo livello di maturità...ma quello è veramente chiedere troppo!

Bambocciate

2010-01-19 10:14:13 by Bruno Gianardo
Abbiamo sentito l'abominevole sentenza del Tribunale di Bergamo che obbliga un padre a mantenere la figlia 32enne, studentessa fuori corso da 8 anni.

Abbiamo sentito la replica delirante del Ministro Brunetta, che evidentemente non si ricorda di aver raccontato di essere rimasto in famiglia fino a 30 anni compiuti (ha ammesso che lui a quell'età non sapeva neanche rifarsi il letto perchè era la madre a farlo per lui!)

Bene, in questo bailamme si distingue l'opinione dell'economista Maurizio Guandalini, che ancora una volta esprime dei concetti permeati di buon senso, con i quali sono perfettamente d'accordo.

Riporto il suo editoriale da Metro del 19 gennaio.

BAMBOCCIONI, COLPA VOSTRA

Ancora con questa storia dei bamboccioni! Il ministro Brunetta è in boutade e auspica una legge per far uscire i giovani dalle famiglie sulla soglia dei 18 anni. La Gelmini fa sì con la testa e batte le mani al collega di governo.
Noi invece vorremmo che i media ignorassero queste operazioni di marketing.

Il caso di quella ragazza di 32 anni, fuori corso in Università da 8 anni, che chiede il mantenimento della famiglia fino alla laurea entra nella casistica delle patologie. Quella ragazza sarebbe da diseredare. Finita lì. Non c'entra con la carretta che tirano tanti nostri concittadini 30enni tutti i giorni alla ricerca di un lavoro dignitoso.

E' da oltre un decennio che ci occupiamo delle colpe. Delle responsabilità. Cosa manca? Non ne possiamo più di parabole, buoni consigli e buoni esempi.
Brunetta fino a 30 anni è rimasto in famiglia e non riusciva nemmeno a rifarsi il letto.
Ma chi se ne importa se non so rifarmi il letto. Rimarrà sfatto a metà con il lenzuolo per terra e la coperta che fa da pedana. Non lo può ordinare il medico di uscire di casa.
Tanti giovani godono in questa bamboccineide. E lasciamoli fare. Altri però a 35 anni se ne stanno a Milano, con un lavoro precario di mille euro e vivono insieme in quattro con affitti stratosferici, in nero.

Ministri qui dovete darvi da fare creando condizioni civili di lavoro con paghe dignitose e combattendo gli Strozzini dell'affitto selvaggio!

La ravatar e la favatar

2010-01-12 16:14:08 by Bruno Gianardo

Da quando è uscito in America, il film "Avatar" è stato oggetto delle più disparate polemiche.
E una volta è razzista.
E un'altra volta istiga al vizio del fumo.

Oggi l'ultima frontiera dell'assurdo: "Avatar istiga al suicidio".
L'effetto grottesco si amplifica leggendo le motivazione addotte dalle mirabolanti teste d'uovo che sono giunte a tale conclusione...

A scatenare il dibattito online un post dal titolo " La depressione causata dal sogno di Pandora" pubblicato sul forum di Avatar. Sembra infatti che a far emergere i sentimenti negativi sia l'impossibilità di vivere in un mondo come quello creato da Cameron, una realtà onirica ben diversa dalla vita di tutti i giorni.

ssa...ssa...prova microfono...ok, metti il volume al massimo...
SVEGLIAAAAA!!!

Ma stiamo scherzando?
Invece no, c'è proprio gente che, evidentemente scevra di problemi ben più concreti quali ad esempio pagare il mutuo, tenersi un posto di lavoro o cercare di crescere dei figli, si perde dietro questo tipo di pippe mentali...

Mike sul sito "Naviblue" esprime tutta la sua frustrazione: «Da quando ho visto Avatar sono depresso. Guardando il favoloso mondo di Pandora, ho realizzato che vorrei vivere in un posto così. Ho pensato di uccidermi, magari rinascerò in un luogo simile a quello del film, dove tutto è come in Avatar». Anche Eltu nel suo post sul forum di Avatar condivide il disprezzo per la realtà: «Quando mi sono svegliato la mattina dopo essere stato al cinema, il mondo mi è apparso grigio. Il mio lavoro, la mia vita, tutto ha perso ogni valore. E' tutto così insignificante, è un mondo di morte». [...] Hill, 17 anni, sente il bisogno di evasione: «Sono depresso perchè voglio vivere a Pandora, dove ogni cosa è perfetta. Inoltre, mi sento triste perchè il mio mondo fa schifo, sono disgustato da come la razza umana ha distrutto la Terra».

Ma che testa ha questa gente?
Personaggi con una psiche talmente inconsistente da farsi influenzare in questo modo da un film, è evoluzionisticamente logico che si autosopprimano!

Però io sono buono (l'avreste mai detto?), e propongo loro un'alternativa sicuramente meno dannosa per se stessi: invece che di barbiturici, provino a farsi un'overdose di lassativi!
E' altamente probabile che, dopo aver passato uno o due giorni assisi sul trono ad espellere le tossine, la loro mente sgombra dalle costipazioni riesca anche a rendersi conto che è ora di alzarsi, tirarsi su le braghe ed attivarsi per fare in modo che il mondo faccia un po' meno schifo!

Il suicidio è il comportamento di chi ha tirato i remi in barca: è un atteggiamento perdente che non apporta alcun beneficio in primis a sé, ma neanche ai propri amici e parenti, e per estensione a tutto il mondo!
I sogni devono spronare le persone a cercare di realizzarli: certo che chi non accetta di essere elemento attivo nella concretizzazione delle proprie idee ma si aspetta la pappa pronta preparata da qualcun altro non potrà che essere frustrato!

Certo che se questo è l'atteggiamento delle nuove generazioni della massima superpotenza mondiale, c'è ben poco da stare allegri!