Appunti di governabilità 2: risposte
2008-03-14 15:44:24 by Bruno GianardoScusate, ma visto che nei reply devo aver ecceduto il numero di righe concesse, faccio un nuovo post!
Grazie a tutti per i feedback!
Procederò per punti.
Lavoro
@Luciano Mollea: scusami ma non ho proprio capito cosa intendi...cioè vuoi rimuovere i contratti di lavoro a tempo non indeterminato? Sono d'accordo sull'obbligo del reintegro del dipendente (con indennizzo pari alle mensilità non percepite) nel caso di scioglimento del contratto senza giusta causa.
Colgo l'occasione per dire che secono me l'introduzione del meccanismo del lavoro interinale ha dato la possibilità di lavorare (e quindi di percepire uno stipendio) a persone che diversamente avrebbero trovato difficoltà a trovare impiego a causa delle regole barocche che regolamentano il mercato del lavoro in Italia. Con questo non lo vedo come la panacea: un lavoratore non può rimanere interinale a vita se dimostra una professionalità adatta ad un tipo di lavoro. Ergo è necessario concepire un insieme di regole che impediscano a ciascuna delle parti in causa di approfittarne: il datore di lavoro non deve poter utilizzare la precarietà come un capestro per sfruttare il lavoratore; d'altro canto le norme per la giusta causa di licenziamento di un lavoratore laiano devono essere fortemente riviste, perché attualmente in troppe realtà si registra un assenteismo contro il quale l'azienda è impotente perché costretta dentro pastoie eccessivamente garantiste.
Sulla tassazione del reddito dei dipendenti posso solo dire che quella attuale è veramente eccessiva a fronte di quello che poi il lavoratore stesso ottiene dallo Stato in termini di servizi, assistenza e previdenza.
Cariche
@Dela: se vogliamo risalire all'origine della Cosa Pubblica, la partecipazione politica non dovrebbe avere alcuna remunerazione, perché il fatto di garantire una corretta amministrazione dello Stato che consenta di vivere bene dovrebbe già essere ricompensa in sé. Poi è ovvio che l'uomo non vive d'aria, e quindi se l'impegno di una persona nell'attività di gestione dello Stato è tale da non lasciargli il tempo per avere un altro impiego (dipendente o meno) che gli garantisca una rendita, è giusto che percepisca un emolumento. Sto parlando dei rappresentanti eletti, naturalmente, perché nel caso delle persone assunte dagli Enti, è pacifico che siano tutti inquadrati e remunerati in modo analogo a quanto avviene nell'imprenditoria privata. L'osservazione che tu fai comunque è logica: se un amministratore pubblico fa un buon lavoro ed ottiene dei risultati è giusto che questo venga riconosciuto. A questo punto istituiamo dei premi di riconoscimento, ma devono essere attribuiti in base a fattori oggettivamente rilevabili!
Sciopero
@Mr.President: non equiparerei lo sciopero ad una serrata. Io posso capire che i lavoratori abbiano ragione di lamentarsi di determinati comportamenti del datore di lavoro, e che debbano avere l'opportunità di dimostrarlo. Semplicemente non ci devono rimettere i poveri cristi che non c'entrano nulla. Ora, un conto è se mi parli di attività private: se io sono cliente di una catena di negozi e questi fanno sciopero, io posso rivolgermi ad un concorrente. Se io invece sono un utente di un servizio pubblico non ho alternative equipollenti e lo Stato mi DEVE garantire la fruizione del servizio.
@Luciano Mollea: sulla questione di ripartizione delle spese sostenute dall'utenza...possiamo ragionare in questi termini: la Commissione citata dovrebbe individuare in quale misura dipendano da una parte piuttosto che dall'altra i disaccordi che hanno portato alla manifestazione, perché si sa che la colpa non è mai tutta da una parte sola, in linea di massima. A quel punto con una bella proporzione si ripartiscono le spese sostenute dall'utenza.
@Dela: scusami ma tali regole, se mai vengono applicate, sono mediocri. Prova a prendere un mezzo pubblico quando c'è sciopero, e vediamo cosa ne pensi. L'utenza ne ha le palle piene di dover giustificare entrate in ritardo o uscite in anticipo dal proprio posto di lavoro, che poi si ripercuotono sull'emolumento percepito, o sul monte ore di permesso che un lavoratore DEVE poter utilizzare per fatti che decide lui! E pe questi effetti non c'è codice che preveda un risarcimento serio per l'utenza. E anche le modalità che i sindacati attuano per gli scioperi sono da regolamentare fortemente: è notorio che loro decidano che bisogna fare un tot di ore/giorni di sciopero all'anno! Tutti gli anni nei medesimi periodi! Poi, che strano, quasi sempre di lunedì o venerdì...Andiamo, è una palese buffonata!
Non capisco inoltre tutto il bailamme che scaturisce ogni volta sulla ridiscussione dei contratti: ma cazzo, con qualche tabella Excel (funziona anche con OpenOffice, per i puristi) basandosi sui dati dell'inflazione, del costo della vita, e su alcuni dati di base sul costo di luce, acqua, gas, assicurazione, etc...è possibile aggiornare in tempo reale quotidianamente quale dev'essere il fattore di aggiustamento da apportare ad un salario per fare in modo che un lavoratore non debba fare i salti mortali per arrivare a fine mese (o per lo meno far sì che il potere d'acquisto del proprio emolumento rimanga costante in modo indipendente dalle circostanze di contorno)!
Immigrazione
@Dela: scusa, ma cito dal tuo commento via mail, perché offre spunti interessanti. Mi hai scritto: "Il governo non ha né interesse ad agevolare né a frenare. (il flusso di immigrazione, NdBG)". Diciamo che il Governo che ho in mente io si attesta su una posizione neutrale: non deve vincere un premio per il maggior numero di abitanti! Io posso accettare un flusso immigratorio solo ed esclusivamente se chi viene nel mio paese può dare un contributo costruttivo alla comunità. In particolare, nella condizione in cui nel paese non c'è offerta di lavoro sufficiente per la popolazione dotata di cittadinanza (lasciamo perdere il fatto che in Italia tanta gente non trova lavoro perché ha la puzza sotto il naso, leggere Gomorra per capire la mentalità dei giovani dell'area metropolitana partenopea), il Governo che ho in mente io dovrebbe istituire una sorta di numero chiuso.
Questo non sia visto come una sorta di nazionalismo ad ogni costo: infatti sono il primo a non battere ciglio su decisioni tipo quella di vendere l'Alitalia all'estero...se i grandi dirigenti di casa nostra non sono in grado di dare un servizio decente, è opportuno che se ne occupino gli stranieri (ma se ne devono dimostrare all'altezza)! Ecco perché sarei entusiasta di un'analoga iniziativa riuardante le FS...
Giustizia
@Luciano Mollea: l'idea è buona. Teniamo però conto che "errare humanum est": il giudice PUO' sbagliare. E' il MODO in cui sbaglia che dev'essere tenuto in conto. Il giudice DEVE esercitare imparzialità e soprattutto in nessun caso dimostrarsi superficiale ed arrogante: è questo l'aspetto che va condannato.
@Dela: e qui siamo proprio diametralmente all'opposto. Partiamo da un assunto fondamentale: secondo me la detenzione si rende necessaria quando il criminale può causare danno fisico agli altri. Ergo: rapinatori, rapitori, ladri, stupratori, omicidi, tifosi violenti et similia DEVONO essere reclusi e non c'è indulto che tenga. Con questo non voglio dire che un reato pecuniario non sia grave, tutt'altro! Infatti se leggi attentamente quello che ho scritto "Per i reati pecuniari non è più prevista la reclusione una volta che sia stata assicurata la non compromissibilità delle prove a carico.", ossia: finché puoi compromettere le prove al gabbio ci stai. Poi mi esprimi due concetti che secondo me sono in antitesi: "Chi si macchia di questi reati sa come non rifondere i danni risultando nullatenente." e "Rivalersi sui parenti non è costituzionale"...ma è proprio a causa della prima proposizione che la seconda non è valida. Dai, ma non crederai certo che i familiari di un faccendiere siano così ingenui da essere ignari di quel che combina il loro congiunto? Ne sono all'oscuro? Lo dimostrino, si dissocino, gli facciano terra bruciata intorno! D'altronde ognuno dev'essere responsabile di quel che fa! Se uno vuole rischiare infrangendo la legge dev'essere conscio di quello a cui va incontro! Il grado di parentela fino a cui spingersi ovviamente va valutato di volta in volta...
Sul discorso che non sia costituzionale rivalersi sui famigliari, ritengo che non lo sia maggiormente il fatto che a rimetterci siano i poveri cristi che si fidano delle istituzioni capitanate da questi squali.
Nel mio post originale ho obliato una chiosa fondamentale: se chi è stato condannato per un reato (in particolare quelli violenti), una volta scontata la pena (con eventuali riduzioni veramente centellinate) si rende nuovamente responsabile di un crimine, dev'essere ESPULSO. Questo non vale solo per gli stranieri, ma ANCHE per i membri UE (in particolare gli italiani). In questo caso, se vogliamo, si chiama ESILIO. Non è interesse del Governo assicurarsi che ci sia un qualsiasi paese disposto ad accoglierli: vengono messi alla porta e cazzi loro. Devono trascorrere l'esistenza al confine come Tom Hanks in quel film? Cazzi loro! Ci devono pensare prima di delinquere!
Organizzazione politica
Ho ripensato alle soglie...per garantire un po' di bilanciamento, forse è opportuno che alla Camera vada un deputato ogni 500.000 abitanti, mentre per il Senato uno ogni milione mi pare adeguato.
Un ulteriore provvedimento da considerare, a metà tra Giustizia e Pubblica Istruzione, è quello per contrastare il fenomeno del bullismo. Invece di tante vesti stracciate e sequestri di telefonini che colpiscono il mezzo ma non la causa, proviamo ad eradicare il movente. Come? Istituendo fin dalla scuola primaria dei corsi di Autodifesa: oltre all'applicazione puntuale ai casi di aggressione, sul lungo hanno il vantaggio di accrescere l'autostima e la fiducia in se stessi.
Grazie a tutti per i feedback!
Procederò per punti.
Lavoro
@Luciano Mollea: scusami ma non ho proprio capito cosa intendi...cioè vuoi rimuovere i contratti di lavoro a tempo non indeterminato? Sono d'accordo sull'obbligo del reintegro del dipendente (con indennizzo pari alle mensilità non percepite) nel caso di scioglimento del contratto senza giusta causa.
Colgo l'occasione per dire che secono me l'introduzione del meccanismo del lavoro interinale ha dato la possibilità di lavorare (e quindi di percepire uno stipendio) a persone che diversamente avrebbero trovato difficoltà a trovare impiego a causa delle regole barocche che regolamentano il mercato del lavoro in Italia. Con questo non lo vedo come la panacea: un lavoratore non può rimanere interinale a vita se dimostra una professionalità adatta ad un tipo di lavoro. Ergo è necessario concepire un insieme di regole che impediscano a ciascuna delle parti in causa di approfittarne: il datore di lavoro non deve poter utilizzare la precarietà come un capestro per sfruttare il lavoratore; d'altro canto le norme per la giusta causa di licenziamento di un lavoratore laiano devono essere fortemente riviste, perché attualmente in troppe realtà si registra un assenteismo contro il quale l'azienda è impotente perché costretta dentro pastoie eccessivamente garantiste.
Sulla tassazione del reddito dei dipendenti posso solo dire che quella attuale è veramente eccessiva a fronte di quello che poi il lavoratore stesso ottiene dallo Stato in termini di servizi, assistenza e previdenza.
Cariche
@Dela: se vogliamo risalire all'origine della Cosa Pubblica, la partecipazione politica non dovrebbe avere alcuna remunerazione, perché il fatto di garantire una corretta amministrazione dello Stato che consenta di vivere bene dovrebbe già essere ricompensa in sé. Poi è ovvio che l'uomo non vive d'aria, e quindi se l'impegno di una persona nell'attività di gestione dello Stato è tale da non lasciargli il tempo per avere un altro impiego (dipendente o meno) che gli garantisca una rendita, è giusto che percepisca un emolumento. Sto parlando dei rappresentanti eletti, naturalmente, perché nel caso delle persone assunte dagli Enti, è pacifico che siano tutti inquadrati e remunerati in modo analogo a quanto avviene nell'imprenditoria privata. L'osservazione che tu fai comunque è logica: se un amministratore pubblico fa un buon lavoro ed ottiene dei risultati è giusto che questo venga riconosciuto. A questo punto istituiamo dei premi di riconoscimento, ma devono essere attribuiti in base a fattori oggettivamente rilevabili!
Sciopero
@Mr.President: non equiparerei lo sciopero ad una serrata. Io posso capire che i lavoratori abbiano ragione di lamentarsi di determinati comportamenti del datore di lavoro, e che debbano avere l'opportunità di dimostrarlo. Semplicemente non ci devono rimettere i poveri cristi che non c'entrano nulla. Ora, un conto è se mi parli di attività private: se io sono cliente di una catena di negozi e questi fanno sciopero, io posso rivolgermi ad un concorrente. Se io invece sono un utente di un servizio pubblico non ho alternative equipollenti e lo Stato mi DEVE garantire la fruizione del servizio.
@Luciano Mollea: sulla questione di ripartizione delle spese sostenute dall'utenza...possiamo ragionare in questi termini: la Commissione citata dovrebbe individuare in quale misura dipendano da una parte piuttosto che dall'altra i disaccordi che hanno portato alla manifestazione, perché si sa che la colpa non è mai tutta da una parte sola, in linea di massima. A quel punto con una bella proporzione si ripartiscono le spese sostenute dall'utenza.
@Dela: scusami ma tali regole, se mai vengono applicate, sono mediocri. Prova a prendere un mezzo pubblico quando c'è sciopero, e vediamo cosa ne pensi. L'utenza ne ha le palle piene di dover giustificare entrate in ritardo o uscite in anticipo dal proprio posto di lavoro, che poi si ripercuotono sull'emolumento percepito, o sul monte ore di permesso che un lavoratore DEVE poter utilizzare per fatti che decide lui! E pe questi effetti non c'è codice che preveda un risarcimento serio per l'utenza. E anche le modalità che i sindacati attuano per gli scioperi sono da regolamentare fortemente: è notorio che loro decidano che bisogna fare un tot di ore/giorni di sciopero all'anno! Tutti gli anni nei medesimi periodi! Poi, che strano, quasi sempre di lunedì o venerdì...Andiamo, è una palese buffonata!
Non capisco inoltre tutto il bailamme che scaturisce ogni volta sulla ridiscussione dei contratti: ma cazzo, con qualche tabella Excel (funziona anche con OpenOffice, per i puristi) basandosi sui dati dell'inflazione, del costo della vita, e su alcuni dati di base sul costo di luce, acqua, gas, assicurazione, etc...è possibile aggiornare in tempo reale quotidianamente quale dev'essere il fattore di aggiustamento da apportare ad un salario per fare in modo che un lavoratore non debba fare i salti mortali per arrivare a fine mese (o per lo meno far sì che il potere d'acquisto del proprio emolumento rimanga costante in modo indipendente dalle circostanze di contorno)!
Immigrazione
@Dela: scusa, ma cito dal tuo commento via mail, perché offre spunti interessanti. Mi hai scritto: "Il governo non ha né interesse ad agevolare né a frenare. (il flusso di immigrazione, NdBG)". Diciamo che il Governo che ho in mente io si attesta su una posizione neutrale: non deve vincere un premio per il maggior numero di abitanti! Io posso accettare un flusso immigratorio solo ed esclusivamente se chi viene nel mio paese può dare un contributo costruttivo alla comunità. In particolare, nella condizione in cui nel paese non c'è offerta di lavoro sufficiente per la popolazione dotata di cittadinanza (lasciamo perdere il fatto che in Italia tanta gente non trova lavoro perché ha la puzza sotto il naso, leggere Gomorra per capire la mentalità dei giovani dell'area metropolitana partenopea), il Governo che ho in mente io dovrebbe istituire una sorta di numero chiuso.
Questo non sia visto come una sorta di nazionalismo ad ogni costo: infatti sono il primo a non battere ciglio su decisioni tipo quella di vendere l'Alitalia all'estero...se i grandi dirigenti di casa nostra non sono in grado di dare un servizio decente, è opportuno che se ne occupino gli stranieri (ma se ne devono dimostrare all'altezza)! Ecco perché sarei entusiasta di un'analoga iniziativa riuardante le FS...
Giustizia
@Luciano Mollea: l'idea è buona. Teniamo però conto che "errare humanum est": il giudice PUO' sbagliare. E' il MODO in cui sbaglia che dev'essere tenuto in conto. Il giudice DEVE esercitare imparzialità e soprattutto in nessun caso dimostrarsi superficiale ed arrogante: è questo l'aspetto che va condannato.
@Dela: e qui siamo proprio diametralmente all'opposto. Partiamo da un assunto fondamentale: secondo me la detenzione si rende necessaria quando il criminale può causare danno fisico agli altri. Ergo: rapinatori, rapitori, ladri, stupratori, omicidi, tifosi violenti et similia DEVONO essere reclusi e non c'è indulto che tenga. Con questo non voglio dire che un reato pecuniario non sia grave, tutt'altro! Infatti se leggi attentamente quello che ho scritto "Per i reati pecuniari non è più prevista la reclusione una volta che sia stata assicurata la non compromissibilità delle prove a carico.", ossia: finché puoi compromettere le prove al gabbio ci stai. Poi mi esprimi due concetti che secondo me sono in antitesi: "Chi si macchia di questi reati sa come non rifondere i danni risultando nullatenente." e "Rivalersi sui parenti non è costituzionale"...ma è proprio a causa della prima proposizione che la seconda non è valida. Dai, ma non crederai certo che i familiari di un faccendiere siano così ingenui da essere ignari di quel che combina il loro congiunto? Ne sono all'oscuro? Lo dimostrino, si dissocino, gli facciano terra bruciata intorno! D'altronde ognuno dev'essere responsabile di quel che fa! Se uno vuole rischiare infrangendo la legge dev'essere conscio di quello a cui va incontro! Il grado di parentela fino a cui spingersi ovviamente va valutato di volta in volta...
Sul discorso che non sia costituzionale rivalersi sui famigliari, ritengo che non lo sia maggiormente il fatto che a rimetterci siano i poveri cristi che si fidano delle istituzioni capitanate da questi squali.
Nel mio post originale ho obliato una chiosa fondamentale: se chi è stato condannato per un reato (in particolare quelli violenti), una volta scontata la pena (con eventuali riduzioni veramente centellinate) si rende nuovamente responsabile di un crimine, dev'essere ESPULSO. Questo non vale solo per gli stranieri, ma ANCHE per i membri UE (in particolare gli italiani). In questo caso, se vogliamo, si chiama ESILIO. Non è interesse del Governo assicurarsi che ci sia un qualsiasi paese disposto ad accoglierli: vengono messi alla porta e cazzi loro. Devono trascorrere l'esistenza al confine come Tom Hanks in quel film? Cazzi loro! Ci devono pensare prima di delinquere!
Organizzazione politica
Ho ripensato alle soglie...per garantire un po' di bilanciamento, forse è opportuno che alla Camera vada un deputato ogni 500.000 abitanti, mentre per il Senato uno ogni milione mi pare adeguato.
Un ulteriore provvedimento da considerare, a metà tra Giustizia e Pubblica Istruzione, è quello per contrastare il fenomeno del bullismo. Invece di tante vesti stracciate e sequestri di telefonini che colpiscono il mezzo ma non la causa, proviamo ad eradicare il movente. Come? Istituendo fin dalla scuola primaria dei corsi di Autodifesa: oltre all'applicazione puntuale ai casi di aggressione, sul lungo hanno il vantaggio di accrescere l'autostima e la fiducia in se stessi.
Qui c'è la possibilità di fare reply ad ogni singolo commento, senza dover fare megarisposte multiple con cui non si capisce nulla.
E' stupefacente come gli utenti si abituino in fretta e diano per scontati certi bad design diffusi: questo dovrebbe far riflettere molto sulla usability...
Maronna quanto sei pesante, FF! Vabbe', meglio così...un post nuovo era più indicato a raccogliere tutti gli emendamenti! :-)))
Sì, la mia idea è quella di limitare le varie forme di contratto. Sono state introdotte - con la scusa della flessibilità - forme di contratto "a termine" per non toccare coloro che hanno i contratti senza termine. Poichè questa è la causa della profonda ingiustizia che si nasconde dietro il termine "diritti acquisiti", la mia idea è di cercare di ricreare quelle "pari condizioni IN PARTENZA" che sarebbero necessarie. Capisco che la mia sia una posizione forte, ma al momento chi ha le energie per portare avanti la società è il trentenne che si sbatte tra un lavoro e l'altro e non il cinquantenne in formato pianta da ufficio, ergo mi sembra importante farlo sapere in modo che lo stesso trentenne non si faccia lobotomizzare dalla casta dei passivi che affollano le nostre aziende.