Della sQuola e dell'università

2008-10-24 14:51:52 by Bruno Gianardo
Vi segnalo l'articolo del sempre ottimo Maurizio Guandalini sul numero odierno di Metro.
Si commenta da sé: aggiungo solo che concordo fonema per fonema con quanto da lui affermato.

5 Responses to "Della sQuola e dell'università"

  1. TW Says:

    A me invece sembra superficiale e anche piuttosto discutibile. Anzi, mi sembra il solito commento di chi in università ci ha studiato (magari poco e male) e ha un pallidissimo ricordo di come funziona. O forse si illude di saperlo, ma in realtà ha una conoscenza limitata e pure distorta.
    Detto da un universitario, la riforma Gelmini non è una riforma. Lo fosse, sarei il primo ad essere d'accordo. E' solo uno smantellamento. Se si chiama col nome giusto allora, "Smantellamento Gelmini", il provvedimento è uno dei migliori e più accurati degli ultimi 30 anni.
    Gli universitari hanno bisogno di un giro di vite, senza dubbio. Giro che va dato col cacciavite però, non con il flissibile. E', di nuovo, solo una questione di strumento ... riforma, taglio, smantellamento, modifica ... basta intendersi.

    1. Bruno Gianardo Says:

      Per favore mi spieghi che cosa, nel decreto Gelmini, non ti convince?

    2. TW Says:

      Certamente. Non mi convince nulla. Innanzitutto parlo solamente degli articoli relativi all'università, in quanto non sono competente sulla questione maestre uniche (pur avendo la mia idea).
      Non mi convince il turnover del 20% per due anni. Semplicemente perché i conti sul numero dei pensionamenti è stato fatto in modo statistico, senza tenere conto degli specifici settori scientifico-disciplinari. In questo modo se va in pensione l'ordinario di "sbadilografia applicata" e magari in quella sede è l'unico, non si ha modo di rimpiazzarlo. Con la conseguenza che quella sede viene cannibalizzata da altre sedi con ordinari in servizio.
      Non mi convince la trasformazione in fondazioni. Se già è difficile drenare fondi per chi si occupa di discipline scientifiche, voglio vedere chi finanzierà le Facoltà di "Lettere Antiche" o di "Astrofisica" o di "Scienze dell'Educazione". Se poi riteniamo che certe discipline si possano anche cassare, questo è un altro argomento e andrebbe, allora, discusso prima del decreto.
      Non mi convince il taglio di fondi all'istruzione per finanziare le banche. Ma non dovrebbe casomai essere il contrario?
      Non mi convince il taglio dei fondi a parità di condizioni. Di fatto i Rettori si trovano con meno soldi, ma senza una possibilità di spenderli meglio, perché l'Università rimane un Ente pubblico sottoposto a tutti i vincoli di finanza pubblica (quali il turnover, appunto).
      Vogliamo riformare questo settore? Va bene, io per primo sono d'accordo. Iniziamo però con la valutazione della qualità e con l'istituzione di finanziamenti mirati, e non a pioggia. Dotiamo anche il personale docente di un numero minimo di ore settimanali da mettere a registro e paghiamo gli straordinari, allora. Non si può dire "spende troppo, si taglia". Sennò, secondo me, non funziona più.

      1. Bruno Gianardo Says:

        Beh, io mi riferivo al settore "scuola" più che all'università, perché da quel che leggo sui giornali e dall'esperienza più o meno diretta penso veramente che sia ora di fare un bel "reset", in particolare riguardo al fatto che non c'è più rispetto per la figura del docente.
        Ciò detto, concordo ovviamente che i "tagli all'italiana" sono sempre vaccate, e che i ridimensionamenti vanno fatti cum grano salis. Sarebbe magari ora di giubilare a sonori calci nel culo qualche bel barone policulico che con la sua presenza e il metodo clientelare da lui instaurato vanifica ogni velleità di carriera dei giovani volenterosi.
        Possibilmente senza spedirli al CSI...

        (P.S.: sul finanziamento pubblico delle banche in questo periodo ormai non c'è più nulla da dire...l'indignazione è di default)

        1. TW Says:

          ROTFL per la spedizione al CSI ...
          Detto questo, sono figlio di maestra elementare (ovviamente dei tempi che furono). Personalmente mia madre visse come una tragedia e come un impoverimento culturale abominevole il passaggio alle 3 maestre e ancora oggi si stupisce come si possa dire che una sola maestra non può tenere una classe di 25 bambini. Perché? Onestamente è una ragione che sfugge anche a me.
          Se poi il problema sta nella qualità del corpo docente, anche qui c'è, secondo me, margine di manovra. Mandano al CSI a calcinculo tutti gli incapaci ... (scherzo, neh ... :P).

      Leave a Reply

      Not logged in. You have to fill the data below to leave a post. Please register here

      Nickname:

      Email:

      Antispam code:

      XHTML: You can use these tags: [ a abbr acronym b br blockquote code pre em i strike strong ]


      To send a trackback, use this url.