O mare nero mare nero mare ne...

2010-06-18 09:55:00 by Bruno Gianardo

Del disastro BP al largo della Louisiana mi colpisce particolarmente la evidente impotenza degli esperti che dovrebbero concepire un metodo per interrompere la continua fuoriuscita di greggio.

Ritengo particolarmente appropriato l'editoriale di Maurizio Guandalini su Metro del 7 giugno scorso, che riporto qui di seguito.

BP COLPEVOLE DI LEGGEREZZA

Provate un attimo ad immaginare se si rompesse un tubo nel Mediterraneo e continuasse per giorni a fuoriuscire del petrolio. La vicenda della BP che "invade" la costa della Lousiana è l'improvvisazione fatta a persona. Una grande, ricca e potente compagnia petrolifera e la superpotenza per antonomasia non hanno un piano di emergenza se si rompe un tubo di una delle tante piattaforme petrolifere disseminate nei loro mari. Per questo non ci rimane che il regista di Avatar, forse nella sua testa ha la soluzione.

Ma è assurdo che sostanziose realtà tecnologiche non abbiano un sistema per tamponare un tubo. Almeno una simulazione, visto che un'impresa petrolifera ha dei tubi ovunque, la volete fare? La tenete lì in archivio e poi se succede qualcosa la tirate fuori.
Invece no. Loro sono immuni da ogni incidente.
Sullo stesso livello si trovano tutti gli altri stati del mondo visto che non c'è un paese che ha proposto qualcosa di veramente efficace. Sì, i russi hanno buttato lì l'esplosione nucleare; ma loro, si sa, non fanno molto caso ai disastri ambientali, vanno a spanne e accetta.

Ho una paura della malora a sapere in che mani siamo. Degli incompetenti o peggio dei principianti che possono inquinare, senza rimedio, da un giorno all'altro, le spiagge di Siracusa o quelle del Salento.
Scusate, anche in tutte quelle scuole altamente specializzate di ingegneria, cosa stanno a fare tutto il giorno, a studiare cosa, se è meglio l'ammazzacaffè o le fragole con la panna?


Ecco...riguardo all'ultima considerazione, vorrei proprio capire anch'io...possibile che tutti i geni del MIT e della Columbia (ovviamente non prendo neanche in considerazione le scuole italiane) non siano ancora riusciti a fornire un modello matematico affidabile da cui si evinca quale rimedio sia opportuno adottare?

E in tempi stretti, magari!

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