Parlare con cognizione di causa

2008-07-18 14:13:18 by Bruno Gianardo

Dopo la controversa vicenda di Piergiorgio Welby, eccone una ancora più complicata (perché lei non può dire la sua nel contesto): l'autorizzazione alla sospensione delle cure per Eluana Englaro.

Entrambi i casi hanno un forte punto in comune: che ci sono pletore di persone che si arrogano il diritto di quali decisioni debba o non debba prendere la famiglia, basandosi solo su vaghi concetti di "giusto" e "sbagliato" che provengono da un'interpretazione manichea (e sovente strumentale, vero Ferrara?) dei dettami della Chiesa. Ovviamente i suddetti signori (e intendo anche tutti i papaveri benpensanti della CEI) non hanno la minima idea di cosa voglia dire essere un ammalato cronico in tali condizioni, oppure doverne assistere quotidianamente uno.

Ecco quindi che vi invito a leggere la testimonianza della signora Marina Garaventa, una donna 48enne costretta a letto da una malattia simile a quella di Welby, pubblicata su La Stampa.

Non credo siano necessari ulteriori commenti.

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