Piccoli segnali di inadeguatezza

2012-02-08 09:25:40 by Bruno Gianardo
"Follow -all they do is follow (the people are sheep)
Don't know - huddled indecisive (the people are sheep"

("Doctor Concoctor" by Magellan, from "Symphony for a Misanthrope", 2005)

Stamattina ho assistito ad alcune scene che hanno rafforzato la mia ipotesi secondo cuigran parte del genere umano non è adatto a vivere.

Scenario: stazione della metropolitana "Monte Grappa", la piattaforma in direzione "Lingotto" è inagibile causa allagamento (verosimilmente il freddo di questi giorni ha formato del ghiaccio che con l'alzarsi della temperatura si è sciolto causando qualche inconveniente - ci sarebbe da fare un discorso sull'adeguatezza di infrastrutture che hanno appena 6 anni, ma non andiamo fuori tema).
L'addetto che stava transennando l'accesso alla piattaforma interdetta stava spiegando che si poteva temporaneamente ovviare al problema prendendo la metro in direzione "Fermi", scendere a "Pozzo Strada" e lì salire sul convoglio in direzione "Lingotto".
Sensato, no?

PANICO!

Le voci delle persone erano tutte un susseguirsi di "E come facciamo?", "Io non ho capito cosa dobbiamo fare", "Ma tu hai capito?"
Sui volti delle persone era dipinta l'angoscia come se stessero aspettando lo sgancio della bomba atomica!

Arrivati a "Pozzo Strada", seguendo i soggetti un po' più intraprendenti, è iniziata la migrazione di massa sull'altra piattaforma.
Stava arrivando il treno, e anche lì ho assistito a scene assurde: gente che correva all'impazzata gettandosi nel convoglio come se la stazione dovesse esplodere da un momento all'altro!
Anche a bordo del mezzo la situazione non è cambiata: gente agitata e spintonante come se fossimo sulla Costa Concordia mentre stava affondando.

Eppure non era capitato nulla di trascendentale: non potendo accedere al treno alla stazione solita, è stato necessario fare il giro lungo. Banale.

Invece sono rimasti tutti sconvolti perché si è verificata una modifica nel loro pattern abituale.
E' la stessa cosa che è successa con le precipitazioni nevose: oddio, 20 cm di neve, tutti barricati in casa, impossibile muoversi...ma stiamo scherzando?

La triste realtà è che la gente (specialmente in Italia) non è più in grado di affrontare l'imprevisto: ha il suo percorso scolpito nella mente e ogni elemento che ne viene a disturbare il flusso omogeneo causa un cataclisma proporzioni epiche (percepite, sia ben chiaro).
Percorso che peraltro dev'essere il più possibile scevro da asperità per non causare turbamenti nella psiche.

E questo si riflette anche su questioni di più ampio respiro, come l'approccio al mondo del lavoro. Gente che non capisce (o non accetta) che non ci siano offerte di lavoro per determinate categorie di laureati ("ma come? io mi sono laureato in Teatro! ho anche preso 30 in 'Storia della danza e del mimo I'! com'è possibile che non trovi lavoro?")
Non l'avevate messo in programma? Male!

Signori: l'imprevisto, il doversi reinventare è necessità quotidiana.
Per chi non è in grado di farlo, ahimé, sono volatili per diabetici!

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