Prima direttiva

2009-09-21 12:28:11 by Bruno Gianardo

In questi giorni l'opinione pubblica italiana è scossa dai sanguinari fatti di Kabul, dove sei paracadutisti nostri connazionali sono stati uccisi in un attentato talebano.
In conseguenza di ciò, si è ritornati a parlare di "Exit strategy", e di necessità di ritirare le nostre truppe dall'Afghanistan.
Secondo me questa visione soffre di un enorme vizio all'origine: i nostri soldati, in Afghanistan non ci sarebbero proprio dovuti andare. Né gli americani. Né quelli di qualunque altra nazione.

Perché la comunità internazionale NON PUO' lasciare che l'Afghanistan (e qualunque altro paese in condizioni analoghe) si risolva i propri problemi?
So che questa presa di posizione possa sembrare menefreghistica, ma cercherò di spiegare quali sono i presupposti che mi portano a formulare un pensiero del genere.

Procederò con un esempio: accade nella vita di tutti i giorni che un individuo possa avere un comportamento deleterio (atteggiamento teppistico, assunzione di droghe, depressione, etc..) causato da situazioni ambientali e personali serie.
So per esperienza personale che il conforto e il consiglio degli amici possono avere un effetto di "placebo" temporaneo, ma non risolvono il problema alla radice: la problematica non viene risolta, viene solo posta in ibernazione, pronta a riaffacciarsi al prossimo momento di debolezza.
Stesso dicasi di restrizioni e punizioni inflitte da una qualsiasi autorità: sicuramente nel breve termine impediranno all'elemento lesionista di proseguire a causare danni a se stessi e agli altri, ma anche in questo caso l'effetto sarà temporaneo, ed in più contribuirà ad instaurare un sentimento di odio verso l'autorità, oltre ad un irrigidimento sulle proprie posizioni.

Solo nel momento in cui l'individuo riesce a diventare conscio della problematica che lo rende schiavo di comportamenti distruttivi, e del fatto che persistere nell'errore gli fa più male che bene, solo allora il problema verrà risolto alla radice e si avrà la certezza che l'individuo non ci ricadrà più.

Lo stesso secondo me vale per le Nazioni: finché questi Paesi continueranno ad essere in balia di estremismi intolleranti e violenti, e non si renderanno conto che devono essere eradicati, è inutile sperare che il modello di democrazia importato (ed imposto) dagli altri possa attecchire ed essere portato avanti senza temere un nuovo ribaltone da un momento all'altro.

D'altronde qui in Europa è andata così nei secoli passati: nel medioevo abbiamo avuto la piaga dell'Inquisizione e di altri regimi "ufficiali" intolleranti, e siamo riusciti ad affrancarcene nel tempo, attraversando il percorso che dovevamo affrontare da soli, senza aiuti esterni.
In tempi più recenti, anche in Sudafrica l'abominio dell'apartheid è stato revocato senza l'intervento di nazioni esterne.

Allora perché nel caso dei paesi del Medio Oriente è necessario che la comunità internazionale agisca direttamente affrettando artificiosamente i tempi della presa di coscienza da parte della cittadinanza, e creando così una "pace" molto relativa, sotto la quale continueranno ad ardere le braci dell'odio e dell'intolleranza?

Credete inoltre che la Nato e gli USA agiscano spinti da motivazioni umanitarie? Io non credo proprio: gli Alleati sono in quelle zone per tenere d'occhio l'Iran e la Cina, come in Kuwait erano stanziati per evitare che le risorse naturali dell'emirato finissero nelle mani "sbagliate".
E in Libano? Ricordiamoci che quello Stato era denominato "la Svizzera del Medio Oriente" grazie alla posizione geografica aperta da un lato sul Mediterraneo e dall'altro sull'entroterra arabico, ed aveva da sempre costituito il naturale incrocio di flussi commerciali e di popolamento, fino a divenire sede privilegiata di attività finanziarie e, nel contempo, meta ambita di un turismo internazionale di élite proveniente da ogni parte d'Europa e del mondo.
Senza contare la vicinanza strategica ad Israele...

Secondo me i governi dovrebbero mettere in piedi (con le dovute proporzioni, ma senza rigettare a priori un'ipotesi proveniente dalla cultura popolare) una regolamentazione prendendo spunto da quella che, nell'universo fantascientifico di Star Trek, viene denominata Prima Direttiva, secondo cui la Federazione non è autorizzata ad intervenire nei conflitti interni di un'entità sovrana, per non alterare il naturale sviluppo delle varie civiltà.
A me personalmente sembra un ottimo principio di base: senz'altro queste sono mie opinioni personali, ma alla luce di quanto esposto prima mi sembra veramente assurdo ancora impegolarsi in missioni di tale genere.

4 Responses to "Prima direttiva"

  1. Real Politik says:

    Perchè NON possiamo ORA andare via dall'Afghanisthan: per la semplice ragione che quella missione (al contrario, ma non del tutto, di quella dell'Iraq) è una missione internazionale. Se vogliamo almeno avere rispetto da parte dei nostri pari grado, almeno non facciamo mosse vigliacche e azzardate solo per biechi calcoli elettorali. Piuttosto parliamo con gli alleati e organizziamo qualcosa per capire perchè si sta li, se ha senso starci e come. Bisognava pensarci bene, MOLTO bene, prima di partire. Perchè NON è vero che quello che succede in Afghanisthan sono "fatti loro": perchè piaccia o no tutte le nazioni sono al momento collegate; Cina, India ed Iran sono lì ad un tiro di sputo dall'Afghanisthan. Certo, dire che siamo lì per controllare la Cina, l'India e l'Iran non fa fine, ma è quello che effettivamente succede. Degli Afghani - mi si perdoni il francesismo - fotte un cazzo a nessuno. Non c'entrano (solo) Al Qaida, l'Islam radicale ed il terrorismo sulla ragione per cui siamo in Afghanisthan. L'Islam, il terrorismo e la matrice islamica sono solo il borotalco religioso sul controllo del petrolio, lotta piuttosto all'ultimo sangue in cui adesso ci si è messa anche e con violenza la Cina (che va in Africa a fare campagna acquisti non a caso). Siamo in ritardo nell'affrancarci dal petrolio (e agli USA dà fastidio che cerchiamo il gas russo, ai verdi finanziati dai petrolieri Moratti e dai produttori di pannelli solari dà fastidio che si parli di nucleare ...). Perchè NON calza il paragone tra gli Stati e le Persone: perchè i danni che uno Stato può fare agli altri ormai con la globalizzazione (ma forse anche prima, solo che non era facile spiegarlo) non si limita agli stati vicini. Danni che possono essere economici, ma possono anche essere fisici: coinvolgere lo stato X in una bega è facile come fargli scoppiare un petardo in casa, anche 1 solo morto oggi con le democrazie deboli che abbiamo, con le stampe menefreghiste ed ignoranti del concetto di ragion di stato, per non dire facilmente comprabili o coinvolgibili in qualsivoglia causa buonista, difficilmente lasciano l'opinione pubblica nella condizione di non agitarsi per quello che succede a troppi chilometri da casa propria per capire veramente di cosa si tratta. Perchè l'imperialismo NON fa schifo: per la semplice ragione che chiudersi nella propria turris eburnea è stupido - soprattutto con le frontiere complicate che ci dobbiamo gestire - controproducente (isolarsi non aiuta il commercio internazionale) e gli stati che si dichiarano neutrali hanno ragioni per poterlo esssere: la Svizzera ha 6 milioni di abitanti produce orologi a cucù e fa la cassaforte del mondo, neutrale un cazzo per essere onesti, ha potere ricattatorio a sufficienza; la Norvegia ha 6 milioni di abitanti, il petrolio del mare del nord che esporta e che quindi è a suo modo neutrale un cazzo; l'Islanda è un iceberg in mezzo al mare con 400 mila persone, un clima di merda, e fino all'anno scorso un discreto numero di banche e di soldi del mondo. Noi abbiamo 60 milioni di abitanti, una popolazione mediamente mendicante in attesa che qualcuno gli dia il pane, ergo qualcuno sto pane lo deve andare a cercare, le brioches si sa fanno venire il mal di testa.

    1. Bruno Gianardo Says:

      Rispondo punto per punto.
      (P.S.: agli amministratori...e che formattazione orrenda, non va a capo quando ci si va nel messaggio originale...)

      1° perché: sono d'accordo, tirarsi fuori ora sarebbe un gesto sconsiderato proprio per quanto affermi...ecco perché NON CI SI SAREBBE DOVUTI ANDARE IN PRIMA ISTANZA.

      2° perché: è esattamente così, ma questo ragionamento non dovrebbe servire a giustificare la nostra presenza lì, quanto piuttosto a fare da sprone affinché ci affranchiamo velocemente dal petrolio E dall'egemonia USA.

      3° perché: la "permalosità" degli Stati di cui parli ha origine dall'ignoranza intrinseca dei suddetti, la cui mentalità è comparabile a quella diffusa in Europa almeno 300 anni fa...io sono dell'idea che con gli ignoranti violenti (visto che è dimostrato che il dialogo produce ben pochi progressi, e tutti di facciata con ampie concessioni per non urtare la loro sensibilità) ci siano rimasti solo due linee di azione: 1) ridurli all'impotenza con la forza; 2) ignorarli
      (proseguo nella successiva risposta)

    2. Bruno Gianardo Says:

      (segue)
      Visto che la linea di azione 1) porta sicuramente conseguenze catastrofiche (anche perché è notorio che i bulli sono solitamente spalleggiati da altri che non aspettano altro che menar le mani), l'unica che rimane è la 2).
      E riguardo alla globalizzazione, se siamo dipendenti da nazioni critiche per la nostra produzione (ad esempio se la Esecrabile Boita Gioanin Lamiera va a produrre all'estero dove la manodopera è a buon mercato), la colpa è solo ed esclusivamente dell'avidità dei suddetti industriali (NdBG: non confondete questo pensiero come un sintomo di un mio abbraccio della 'vision' della Sinistra...alcuni aspetti "comunisti" li ho sempre condivisi, e comunque la Sinistra PD-ina di oggi ha ben poco a che spartire con i principi del Comunismo). Quindi (e questo si riaggancia anche al pessimo stato dell'economia in Italia) cominciamo a fare un po' di "mea culpa" e di "repulisti" delle situazioni di comodo che vigono nel nostro Paese...

      4° perché: non sono assolutamente d'accordo. Non ho parlato di "isolarsi": ho sempre sostenuto che prima di andare a fare gli sboroni in giro occorre mettere a posto le cose a casa propria, e questo significa fare in modo che l'economia della propria Nazione sia AUTOSOSTENIBILE. La mia Nazione sicuramente può trarre vantaggio (reciproco) nel commercio con gli altri Paesi, ma NON DEVE dipendere da essi

      1. Bruno Gianardo Says:

        (browser di merda che fa il reload delle pagine quando piace a lui, dopo essersi accaparrato tutte le risorse del pc!!!)

        Dicevo: the bottom line per il nostro Paese è sempre la stessa...se si vuole che ci sia pane per tutti, occorre usare il derattizzatore FORTE per estirpare i parassiti che albergano in casa!

        Quando avremo una situazione SANA, allora sì che potremo decidere come comportarci con gli altri...per adesso profilo basso e lasciamo perdere gli ataccabrighe!

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