Disclaimer: se vuoi continuare a leggere il contenuto di questo articolo ti devi impegnare a darmi 10 euro la prima volta che mi vedi, altrimenti devi smettere subito e chiudere la pagina, perché questo contenuto è a pagamento e io ho deciso di scrivere non per piacere ma poterci campare.
Veniamo al dunque. Voglio fare due ragionamenti sul copyright e sul senso che ha la sua tutela nel mondo digitale
(un momento, sei arrivato qui, ma temo che tu non abbia capito che io per questo articolo voglio veramente 10 euro, quindi per l'ultima volta ti dico: se non vuoi darmeli, chiudi la pagina, non voglio perdere tempo per dei parassiti che leggono quello che scrivo a sbafo)
Oggi i dententori di copyright vogliono farci credere che entrare in possesso di materiale coperto da copyright senza pagare sia equiparabile ad un furto. Si dimenticano però di un fatto: il furto sottrae materialmente la risorsa al suo legittimo proprietario, mentre una copia illegale di un film toglie solo un potenziale consumatore del prodotto originale. Sottolineo il potenziale in tutto ciò, perché dovrebbero dimostrarmi che chi scarica avrebbe comprato il prodotto orginale, cosa che spesso è più che dubbia. Quindi in pratica l'effetto di un download illegale è quello di avere un concorrente più bravo: i clienti si rivolgono a lui anziché a me, ma in nessuno modo si può pensare al furto
(ehi, se sei arrivato fin qui immagino che tu voglia darmi realmente i 10 euro, perché se non fosse così sappi che questo articolo è coperto da copyright e tu non sei autorizzato a leggerlo e continuare a farlo ti può portare ad una ammenda)
Ebbravo mi diranno i più attenti: ma il concorrente ha investito per fare un prodotto suo, magari migliore, sta giocando alla pari, mentre chi copia ti fa concorrenza sleale perché prende una cosa già fatta e la vende come sua. Un momento dico io: se la rivende come sua ti sta truffando, non c'è bisogno del copyright per derimere la questione, perché sta facendo passare come fatta da lui una cosa che in realtà non ha fatto. Ma nel caso ti faccia l'offerta in modo trasparente, dicendoti che il file è fatto da tizio cosa fa di male? Che fa soldi senza avere investito? E' il sogno di tutti e in quanto tale se la cosa prendesse piede avrebbe un solo effetto: scaricare musica e film sarebbe gratis, perché in assenza di scarsità è difficile chiedere un prezzo per un qualcosa. In pratica con il digitale e la riproducibilità infinita dell'opera il prodotto mantiene valore solo per il fatto che c'è qualcuno che ha deciso di prendere in mano una pistola e minacciare chi non paga.
(allora li hai pronti i miei 10 euro? ormai siamo quasi alla fine e tu hai letto e hai accettato le condizioni di servizio, compenso compreso, che ti ho scritto nel titolo, nel disclaimer inziale e ricordato più volte; la pirateria è reato! Come? sento bene? mi stai dicendo che se avessi voluto avrei potuto proteggere l'articolo con una password e darla in giro solo a chi mi avesse pagato? Avrei potuto, ma non vedo perché avrei dovuto farlo, la legge dice chiaramente che ho ragione io e tu hai scelto di continuare a leggere accettandone le conseguenze. Il copyright non vale solo per le cose protette, vale per le opere in sé, visto che ti piace tanto dovresti saperlo. Mo paga, se no ti mando la poltel a casa)
Sento ancora una obiezione: ma come camperanno gli autori, i distributori, gli editori? Ci sono centinaia di migliaia di persone che vivono in questo settore, rimuovere il copyright significherebbe mandarle sul lastrico. Potrei semplicemente dire che non è un problema mio, io campo facendo servizi internet ma piango perché qualcuno faccia una legge che imponga di pagare per i servizi internet di qualsiasi tipo. Io strutturo il servizio affinché il cliente ritenga di avere un vantaggio dal pagare per una cosa che gli offro o per far si che ci sia qualcuno che paghi mentre l'utente sta usufruendo del servizio. Blockbuster sta fallendo non perché la gente scarica troppo, ma perché c'è qualcuno che ha pensato un servizio migliore ad un prezzo più conveniente e la gente ha scelto. Nel campo della produzione artistica le più grandi opere sono state finanziate da mecenati, non dal pubblico pagante, oggi sono possibili modelli innovativi per addirittura aumentare la possibilità di generare ricchezza nel campo. Ad esempio gli autori di libri potrebbero creare comunità a pagamento dove i partecipanti vedono l'opera mentre viene creata, rilasciata pezzo per pezzo e raffinata. Sarebbe una esperienza nuova, probabilmente più coinvolgente. Non parliamo della musica, dove il live ha sempre più rilevanza e il supporto digitale permette migliore diffusione degli emergenti. E il mondo del cinema può trarre parecchio vantaggio dal modello netflix: servizio e abbondanza di scelta, la comodità insomma, portano a pagare piuttosto che dedicarsi al pirataggio amatoriale
(ok, sei arrivato alla fine e ora te lo dico: mi basta un caffé la prossima volta che ci vediamo, se lo ritieni, non voglio spillarti 10 euro. Ci tenevo solo farti capire quanto siano irragionevoli ed arbitrari gli accordi che quotidianamente accetti con i vari detentori di copyright, che stanno sfruttando un privilegio di legge per mungerti con richieste arbitrarie come le mie. Solo che se lo faccio io in un contesto un po' particolare ti accorgi subito dell'irragionevolezza, mentre l'abitudine ti fa sembrare normale quello che ti chiede la SIAE di turno)