Tra i fenomeni di preoccupante integralismo cui si assiste è sempre più diffuso quello "scientifico" ateo, che parte dai vari Odifreddi ad un buon numero di astrofisici come Maga Magò Hack o il Bad Astronomer. Se il primo non è nient'altro che un Grillo da salotto che ha capito che fare sparate in un certo senso produce comparsate in TV e fa vendere libri (provate invece a leggere i suoi patetici quadernetti di economia in cui gioca a fare il marxista scientifico, giustamente non se li filava nessuno), i secondi per me sono più preoccupanti e pericolosi. Volendo sono sullo stesso piano dei missionari che facevano massacrare gli indio infedeli per il loro bene: si sono così innamorati di un principio, di una idea, da confonderlo con il fine ultimo dell'universo e farne una missione di vita. Mi immagino come nasce il tutto: loro studiano l'universo, l'osservano fino ad ogni angolo più remoto, cercano gli echi del Big Bang e, caspita, nessuno che abbia mai visto Dio, quindi Dio non esiste! Loro però sono dei fortunati, possono verificare sperimentalmente che Dio è solo una invenzione di qualche gruppo di fanatici o di manipolatori che serve principalmente a placare animi inquieti. Quindi da questo punto di vista privilegiato pensano di avere la missione di salvare il mondo dall’ignoranza e appena possono ribadiscono: "Dio non esiste, credete a me che lo verifico tutti i giorni". Qui cadono nel primo errore, perché implicitamente stanno facendo un atto di fede nei loro strumenti e nelle loro teorie. Con il loro approccio Newton avrebbe potuto dire che i fenomeni relativistici non esistevano e non potevano esistere, in quanto a quel tempo nessuno aveva modo di osservarli e chiedersi che fossero. Invece pare che Newton addirittura facesse sedute spiritiche e credesse in fenomeni metafisici. Gli “scienziati” tendono a nascondere e minimizzare quest’aspetto scomodo di Newton, spesso tagliando corto tirando un ballo un condizionamento culturale preponderante cui era impossibile sottrarsi. Il vero scienziato, specie un astrofisico, dovrebbe essere ateo e, se non ripete cinque volte al giorno inginocchiandosi verso Greenwich che Dio non esiste e non ha nessun ruolo nell’evoluzione dell’universo, probabilmente perde il tesserino da astrofisico. Ecco allora che persone preparate e ottimi divulgatori come il Bad Astronomer si sentono in dovere, hanno la missione, di fare un post al giorno contro i creazionisti[1], di denunciare ogni tentativo di insegnarlo a scuola come un tentativo oscurantista. L’effetto è che cadono anche loro in un paradosso: per evitare l’oscurantismo voglio bloccare la diffusione e l’insegnamento di una idea. “Sì ma è sbagliata!”, obiettano. Potrebbe essere, molto probabilmente lo è. Mi risulta difficile pensare che siamo stati creati negli diecimila anni, ma non tanto perché ci sono i fossili che dimostrerebbero il contrario, quanto perché da occamiano trovo poco probabile che un creatore si preoccuperebbe di nascondere con un artifizio come la finta evoluzione la sua opera: mi sembra tanto contorto e quindi quanto vediamo ha buona probabilità di essere la verità. Fino a prova contraria. Già, perché la scienza funziona fino a prova contraria, quello che si sono dimenticati i vari Bad Astronomer è che è tutto vero fino a confutazione ed il compito dello scienziato non è cercare di inculcare agli altri quello che crede vero, ma di continuare a chiedersi se è vero. Da questo punto di vista insegnare bene il creazionismo e l’evoluzionismo a scuola vuol dire insegnare la scienza, mostrare come procede e dare un metodo, non creare dei pappagalli che ripetono “Credo in un solo Big Bang, evento singolare, originatore del cielo e della terra, di tutte le cose visibili ed invisibili…”
[1] C’è un pregiudizio evidente contro il creazionismo: pure il correttore ortografico me lo segna sbagliato :P