Le patatine di Norfolk

2007-09-22 16:03:31 by Fabio Forno

Oggi ho soddisfatto un piccolo sfizio. Da bambino, come per tutti i bambini, una delle cose più buone erano le patatine nel sacchetto. Vuoi per la sorpresa, vuoi per il fatto che non sono un bagno di salute e che i genitori te le razionavano, ma si trattava sempre di un cibo bramato. Poi crescendo per fortuna sono passato a prediligere altre cose, quasi tutte più sane, però ogni tanto, sia per voglia di omerizzarsi con un pacchetto di croccanti ed una birra, sia per residui d'infazia che affiorano, cedo di nuovo. Quasi mai per le solite patatine, una mia prerogativa è provare cose nuove, quindi cedo alla tentazione solo quando trovo qualcosa di accattivante. Questa mattina m'ha catturato un pacchetto di patatine dalla confezione elengantissima, nera, delle Kettle Chips al pepe nero e ho detto: proviamole. Arrivato a casa ne ho subito smozzicata una e sono rimasto catturato. Hanno uno spessore leggermente superiore alle patatine normali, il che dà una certa soddisfazione mentre le addenti, perché non cedono subito, ma senti la patatina spezzarsi al morso, non frantumarsi in mille pezzi come fanno le altre. In più il pepe nero c'è davvero e si sente: appena aperto il pacchetto la sua fragranza di inebria il naso, cosa non comune con il pepe non macinato all'istante. Poi ogni patatina ti lascia in bocca quel leggero bruciore , molto equilibrato, tipico del pepe, che contina a sprigionare aroma ad ogni respiro successivo.

Si tratta di sicuro delle migliori patatine fritte che abbia mai mangiato e mi è venuta la curiosità di vedere chi le faceva e dove. Dal pacchetto si legge che sono prodotte dalla Kettle Chips di Norfolk, Inghilterra. Ho subito pensato: però in che mondo meraviglioso vivo, per una cifra irrisoria posso recarmi al supermercato e scoprire alimenti prodotti a più di mille miglia, una cosa che se fossi vissuto ai tempi di mio nonno avrei potuto fare solo se ricchissimo e solo 2-3 secoli prima non sarebbe stata alla portata neppure delle famiglie regnanti. Il secondo pensiero è stato a chi dice: "Fermi! Questo non è sostenibile! Occorre limitare i consumi, mangiare solo quello che è prodotto vicino". Chi te lo dice o mente o vuole male a te e a se stesso, quello che dobbiamo fare non è un passo indietro, ma lavorare perché sia sempre possibile avere le patatine di Norfolk.

Posted in io pontifico

One Response to "Le patatine di Norfolk"

  1. Thomas Jefferson says:

    Ma certo. Oggi un qualunque disoccupato sta meglio di un Faraone di 2000-3000 anni fa, cosa che tanti dimenticano. Migliori cure mediche, alimenti migliori e più vari, maggiori possibilità di informarsi, di creare una famiglia. Chi ha creato queste possibilità in 2000 anni? Lo Stato? Risposta sbagliata. Il socialismo, l'ambientalismo, il cazzismo sono arrivati tutti parecchio dopo. Libertà di scambi e progresso tecnologico.

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