Robin tax

2008-06-15 02:29:38 by Fabio Forno

Senza giri di parole: credo che sia la prima cazzata fatta da questo governo. Non mi sembra ci voglia un genio per intuire che se aumenti le tasse a una categoria di venditori / industriali, chi si ritroverà a pagare quest'aumento saranno i consumatori finali, con il risultato che i presunti beneficiari si ritroveranno a pagare il costo di una mossa demagogica nei loro confronti.

Se il problema è, come pare, l'eccessiva speculazione sul petrolio con manovre finanziarie che hanno poco a che vedere con l'effettivo mercato (ho l'impressione che il compratore di scimmie questa volta stia lavorando sulle  materie prime, dopo non essersi riuscito a liberare abbastanza in fretta dei mutui), turbare ulteriormente il mercato con delle tasse mi pare solo una idiozia. Se è lo strumento che non va, ovvero la borsa, occorre cambiarne le regole di base fino a quando non si rimette a funzionare in modo corretto. Originariamente la borsa è nata come sistema per mettere in contatto il mondo dell'industria e quello della finanza, per permettere alle aziende di raccogliere i finanziamenti necessari per il loro sviluppo in cambio della cessione di parte della loro proprietà. Oggi invece questo è un aspetto secondario, le logiche economiche sono completamente abbandonate e tutto è ridotto a pura speculazione. Il motivo è che le regole attuali della borsa non sono più adatte agli strumenti tecnologici che permetto ai grossi scommettitori di giocare in continuazione su piccole variazioni in pochi secondi, a prescindere dall'andamento dell'azienda su cui si investe. E la soluzione sarebbe semplice, peccato non la attueranno mai, visto che comporterebbe la disoccupazione per migliaia di parassiti che credono di fare soldi scambiandosi figurine. Basterebbe vincolare chi acquista azioni ad un periodo di possesso minimo (dell'ordine di settimane o mesi), in modo da avere plusvalenze realmente legate all'andamento dell'azienda, non a rumors, emozioni o insider trading...

2 Responses to "Robin tax"

  1. Luciano Mollea Says:

    Lei ha pienamente ragione. Ma Zio Giulio non ha nemmeno molto potere... Purtroppo chi ha in mano i "cordoni" delle borse (soprattutto delle materie prime) sono Inghilterra e Stati Uniti (Le più grosse borse di materie prime sono Londra e Chicago). Purtroppo tassare i guadagni di borsa (soprattutto delle materie prime) vorrebbe dire andare a tassare i guadagni di società che al momento non sono italiane. Sulla solita lagna di "far fuggire i capitali" credo non ce ne sia bisogno, quei capitali non sono già italiani. A meno di cambiare "radicalmente" il sistema di tassazione italiano e di seguire l'articolo 1 di questa proposta: http://www.noisefromamerika.org/index.php/articoli/Lettera_aperta_a_chi_la_legge

    1. Fabio Forno Says:

      Credo nemmeno il governi inglese e americano abbiamo molto potere, essendo le borse autonome. Purtroppo neppure le tasse funzionano, perché o lo fanno tutti o hanno il solo effetto di spostare i capitali da altre parti.

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