Mi affido all'inclemenza della corte
2010-04-14 10:18:12 by Luca TagliaferriOvvero tutto è relativo e persino il carcere può suscitare sentimenti affettuosi da parte di chi ci deve entrare (link al testo completo):
NAPOLI - «Non ce la faccio più, portatemi in carcere: meglio la cella che la vita con mia moglie». XXXXXX XXXXXXXX , detenuto agli arresti domiciliari si è presentato dai carabinieri per essere portato nel carcere di Poggioreale. La decisione - ha spiegato agli allibiti interlocutori- l'ha presa dopo l'ennesima lite con la consorte. È stata la goccia che ha fatto traboccate il vaso e così il trentaquattrenne, arrestato qualche tempo fa per furto, ha lasciato la propria abitazione, rendendosi in questo modo responsabile del reato di evasione. Ma non ha fatto un lungo cammino. La «fuga» è durata fino all'arrivo nella stazione dei carabinieri dell'Arenaccia dove ha chiesto con insistenza di essere trasferito in cella. Ora è in attesa del giudizio per direttissima da parte della magistratura e una volta tanto, visto il motivo della fuga, l'imputato non spera assolutamente nella clemenza della corte.